Dai monti di Sarzana

Sarzana è una bella cittadina, ci siamo arrivati passando da Parma e attraversando il Passo della Cisa a cavallo tra le tre regioni (Emilia- Romagna, Toscana e Liguria).

Il nostro obiettivo era la stazione ed in particolare il piazzale antistante, intitolato alla memoria di Guido Jurgens. Chi era Guido Jurgens? Lo abbiamo chiesto alla gente che arrivava o partiva dalla stazione di Sarzana. Non abbiamo avuto molta fortuna, purtroppo parte del materiale è andato perso e comunque siamo tornati con la voglia di saperne di più. Su Jurgens e su quell’episodio (in cui Jurgens fu coinvolto) passato alla storia come “i fatti di Sarzana”.

Perché la storia di Sarzana è un esempio tipico di come alcuni fatti, in determinati contesti, possano rappresentare dei veri e propri spartiacque. Nell’estate del 1921 molti non seppero leggere e cogliere il significato recondito dei “fatti di Sarzana” derubricandoli ad un fatto di cronaca. Anni dopo lo stesso Pertini arriverà a dire che “..se tutte le città avessero fatto come Sarzana il fascismo non sarebbe passato”.

Ma purtroppo la storia non si fa coi se e quindi vi invitiamo a scoprire la storia di quel luglio del ’21 quando circa 600 fascisti guidati da Amerigo Dumini (il cui nome dovrebbe ricordarvi qualcosa..) marciarono sulla città nel tentativo di liberare alcuni camerati rinchiusi nelle prigioni cittadine.

Un ringraziamento particolare a Luigi Monaldo Faccini, autore de “Nella città perduta di Sarzana” che ci ha accompagnato in questa ricerca. L’appuntamento con Frequenze Partigiane è per oggi alle 18 e Venerdì in replica alle 16.

Per tutti sono Meso, all’anagrafe Manuel Mesoraca e se preferite anche solo Manuel. Faccio parte della redazione ma prima ancora sono tesserato ANPI, sezione di Marzabotto. Quindi mi occupo di Resistenza, più precisamente di luoghi e storie legati ad essa. Qualcuno diceva che la storia è maestra di vita ma purtroppo fatica ad avere scolari, noi nel nostro piccolo, speriamo di contribuire a mantenere viva la memoria. Non come sterile esercizio di date, nomi e morti ma come qualcosa che ci serva, anche per interpretare meglio questi anni difficili.

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