Cronache dalla galassia nera

Circa due anni fa scrivemmo questo articolo. All’epoca definimmo l’episodio uno stupro. In chiusura dell’articolo ci chiedevamo a che punto fosse la notte, pensando di aver toccato il fondo.

Purtroppo non è stato così.

A due anni di distanza ci ritroviamo ormai ad aver perso il conto dei vari episodi che esaltano idee e simbologie legate a fascismo e nazismo. L’episodio accaduto a Marzabotto alcune settimane fa è stato solo l’apice di una terribile ondata nera che sembra non volere finire mai.

Abbiamo evitato di intervenire, crediamo si sia scritto (e letto) abbastanza sull’episodio in sé. Alcune riflessioni però è giusto farle, in senso generale.

Soprattutto per evitare semplificazioni e banalizzazioni che continuiamo a vedere, ogni volta che si verifica un episodio legato in qualche modo al razzismo o a movimenti neofascisti.Le “gogne mediatiche” sono piuttosto inutili, in primis perché le varie condanne durano il tempo di un click (e forse anche meno) ed inoltre perché spesso non si analizzano le cause e le motivazioni che stanno dietro a certi casi. Ed inoltre non tutti i casi sono assimilabili. Se si vuole analizzare le cose per quello che sono occorre inquadrare i vari fenomeni seriamente, evitando le facili generalizzazioni.

“Son fascisti, caso chiuso”

Spesso dietro questa affermazione ci si rassicura dietro il fatto che quel problema non ci riguarda, si pone una distanza da noi e “quelli là” che in parte può essere giusto – che abbiamo da spartire con fascisti? – ma forse rischia di essere un alibi. Per noi.

Ci chiediamo quindi: E’ possibile andare oltre la condanna?

Attenzione, comprendere non significa compatire o peggio ancora giustificare. Il lavoro di analisi va fatto per individuare quelle motivazioni e stroncare certi fenomeni, alla radice.

E per farlo occorre un impegno comune, di associazioni, istituzioni, singoli e gruppi per opporre un imponente lavoro culturale contro fenomeni neofascisti, neonazisti e razzisti in genere. Nessuno può ritenersi autosufficiente proprio perché questa battaglia riguarda tutti.

In questi anni abbiamo solo badato ad arginare, isolare, condannando formalmente i vari episodi ma concentrandoci forse sulla domanda sbagliata. Chi? Invece di: perché?

Alcune analisi sono alla portata di tutti, basterebbe leggerle.

Approfondire un lavoro di analisi non significa solo “fare ricerca” ma anche capire quali strumenti possiamo avere per opporci efficacemente a certi movimenti.

Anche qui ci permettiamo un asterisco. L’attenzione sul dettaglio può farci perdere il disegno generale e viceversa.

Se è vero che ogni singolo episodio non è immediatamente riconducibile a movimenti di estrema destra organizzati è innegabile che oggi in Italia ci sia un clima di diffusa accettazione di idee che richiamano fascismo e nazismo. Spesso anche inconsapevolmente.

Al tempo stesso gli stereotipi ci possono far credere di avere a che fare con un unico movimento unito e generalizzato quando le ricerche ci mostrano esattamente il contrario. Sempre più spesso infatti si parla di “galassia nera” proprio per sottolineare la presenza di un movimento eterogeneo formato da varie “costellazioni” non sempre in diretta relazione tra loro.

Questi movimenti si nutrono del risentimento sociale – il rancore di cui parla il rapporto Censis – provocato dalla crisi e lo utilizzano ai loro fini, identificando nel diverso il problema. Le parole d’ordine in questo sono abbastanza chiare: “Prima gli italiani”, “Stop immigrazione”, “Ordine contro Caos”.

Il tutto poi spesso è supportato da una serie di “iniziative benefiche” che dietro la facciata dell’interesse verso il sociale nascondono il vero obiettivo, strumentalizzare la crisi a fini elettorali e propagandistici. In questo intercettando un malcontento diffuso nelle periferie italiane.

Dietro la cortina fumogena del sociale però albergano i soliti modi autoritari propri dei movimenti xenofobi, le aggressioni che si sono susseguite in questi mesi ci obbligano a non abbassare la guardia su questi fenomeni, anzi, dovrebbero consigliare a tutti (istituzioni e stampa in primis) a fare attenzione, perché lo sdoganamento di alcune sigle politiche è pericoloso, considerando quello che succede.

Venerdì 15 Dicembre a Marzabotto parleremo di “Galassia Nera” e lo faremo con ospiti di livello nazionale, il tutto per un live di Frequenze Partigiane. Senza però dimenticarci di casa nostra, Bologna. Anche qui una lunga scia di episodi ci fa ritenere che la situazione abbia oramai passato il livello di guardia.

Non è più tempo di indignarsi, almeno non solo, occorre andare oltre e capire che ognuno di noi – nel suo piccolo – può fare qualcosa. Se la libertà (e la democrazia) riguarda tutti anche la sua difesa riguarda tutti noi. Quindi muoviamoci, insieme!

Per tutti sono Meso, all’anagrafe Manuel Mesoraca e se preferite anche solo Manuel. Faccio parte della redazione ma prima ancora sono tesserato ANPI, sezione di Marzabotto. Quindi mi occupo di Resistenza, più precisamente di luoghi e storie legati ad essa. Qualcuno diceva che la storia è maestra di vita ma purtroppo fatica ad avere scolari, noi nel nostro piccolo, speriamo di contribuire a mantenere viva la memoria. Non come sterile esercizio di date, nomi e morti ma come qualcosa che ci serva, anche per interpretare meglio questi anni difficili.

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