Guarda chi si rivede! Radiohead @ Unipol Arena

Certo che sembrava quasi una barzelletta: dopo così tanto tempo sentire che improvvisamente uno dei gruppi più influenti degli ultimi quarant’anni si fosse di nuovo fatto vivo. Un tour andato sold out fin dalle prime tappe, nonostante la mancanza di nuovo materiale, e sperare veder comparire il nome di una città italiana tra le date appariva un vero e proprio miraggio.

E invece…i Radiohead, a Bologna! Per ben 4 serate! A distanza di 13 anni dall’ultimo passaggio nella nostra città (altro concerto a cui ebbi la fortuna di assistere, svoltosi al Parco Nord anziché in Piazza Maggiore per i pericoli derivanti dal terremoto che coinvolse l’Emilia in quell’anno) ecco che i cinque di Oxford, capitanati dal geniale cantante e polistrumentista Thom Yorke, dopo aver attraversato ormai 4 decadi con 9 album e decine di tour, decidono di punto in bianco di tornare a deliziarci con il loro rock onirico ed emozionalmente potente, dopo che lo stesso Yorke ha recentemente dichiarato di essersi voluto prendere una lunga pausa in questi anni per burnout emotivo e per poter elaborare il lutto per la perdita della sua ex compagna.

Unipol Arena centro dell’universo Radiohead

60mila persone: ecco quanti ossessionati sono riusciti a radunare Thom Yorke e soci in queste 4 serate di gala del rock alternative anni ’90-00 (14-15, 17-18 novembre) e io sono stato tra i fortunati che hanno assistito giusto qualche sera fa, il 17 novembre, a uno di questi Spettacoli (Sì, con la maiuscola, perché come le vuoi chiamare delle serate come queste?).

Dopo più di 2 ore di strada per raggiungerla (nonostante io e i 3 miei stoici compagni Radioheadheads provenissimo tutti da Bologna e zone limitrofe, e questo fa capire da subito la portata dell’evento), fin dall’entrata nel buio dell’Unipol Arena capisci che non sarà un concerto come gli altri: 15000 ragazzi e ragazze, uomini e donne di ogni età in trepidante attesa, totalmente focalizzati sul palco, circolare e circondato di pannelli. Il pubblico in fibrillazione può così godere a 360 gradi di tutta la meraviglia musicale portata dai Radiohead! Cosa avrà in mente quel genio pazzoide di Yorke per rendere memorabile il loro show, che come detto arriva come un fulmine a ciel sereno, visto la mancanza da anni di nuove canzoni? Urla e grida di eccitazione inondano gli istanti che precedono l’ingresso del quintetto….

Eccolo, il delirio!

20.30 precise ed ecco “Planet Telex” (dal mitico album “The Bends”) : che inizio incredibile! I pannelli che circondano il palco si inondano di luce, le immagini distorte del gruppo compaiono tra mille colori, il pubblico avvolto da questa atmosfera psichedelica è in visibilio! “You can force it but it will not come, you can taste it but it will not form” – parole che ricordano a tutti che le telecomunicazioni fin dal loro boom negli anni 80/90 hanno causato la vera disillusione e alienazione. E cosa dire di “2+2=5“? La canzone riprende inevitabilmente la tematica centrale di 1984 di Orwell e siamo messi di fronte alla condanna dell’umanità sotto il dominio dai mass media. Ma eccola qui la scaletta al completo, per rendervi partecipi di quanta stupefacente meraviglia abbia racchiuso questo concerto:

Scaletta completa

  • Planet Telex
  • 2 + 2 = 5
  • Sit Down. Stand Up.
  • Bloom
  • Lucky
  • 15 Step
  • The Gloaming
  • Kid A (tour debut)
  • No Surprises
  • Videotape
  • Weird Fishes/Arpeggi
  • Everything in Its Right Place (with “Harry Patch (In Memory Of)” intro)
  • Talk Show Host (tour debut)
  • The National Anthem
  • Daydreaming
  • How to Disappear Completely
  • Bodysnatchers
  • There There
  • —————————– ENCORE ————————————–
  • Fake Plastic Trees
  • Let Down
  • Paranoid Android
  • You and Whose Army?
  • A Wolf at the Door
  • Just
  • Karma Police

Le canzoni si susseguono senza sosta, e inesauribile pare essere sul palco anche il saltellante Thom Yorke, sorretto egregiamente dai suoi compagni nel rendere incredibile ogni parola, ogni verso e strofa, con percussioni tastiere e chitarre che riempiono l’Arena di suoni e ricordi indelebili (a dirla tutta alcune canzoni all’inizio avevano suoni un po’ impastati da volumi un po’ sballati, ma “va bene lo stessoooo” cit.) I momenti più esaltanti a mio parere rimangono quelli di maggior coinvolgimento col pubblico: le esecuzioni di “15 step” “No Surprises” e “Weird Fishes/Arpeggi” “How to disappear completely” (quest’ultima votata dallo stesso Yorke come la canzone migliore della loro trentennale discografia) sono stupefacenti.

Tutto perfetto, tutto! Ma l’assoluta meraviglia deve ancora arrivare…

L’encore (o bis, che dir si voglia) da brividi

Ci si può rimanere un po’ male se ad un concerto così fenomenale non ti vengono suonate canzoni del calibro di “High and Dry” o “Creep”, soprattutto per fan non proprio di “vecchia data” (solo per questioni anagrafiche), ma sicuramente ossessionati da tutta la loro discografia come sono io. Ormai non è una sorpresa: da anni queste due hit sono escluse (purtroppo) dai live, con buona pace degli spettatori, sì rassegnati ma ancora speranzosi. In compenso gli ultimi sette brani suonati in una Unipol Arena ormai in visibilio sono grandemente d’effetto e fanno da chiosa incredibilmente energica a questa insperata reunion dei 5 di Oxford.

Per ultima, ma solo in scaletta, arriva una pietra miliare: la chitarra di “Karma Police” comincia a risuonare nelle anime dei quindicimila presenti, e partono forti i cori dal parterre e dalle tribune, quasi a salutare questi grandissimi del rock, nella speranza di non essere catturati dalla polizia del karma.

Ancora abbagliati da questo meraviglioso viaggio e dagli umani “momenti di angoscia” trasformati in bellezza pura da melodie così perfette, dopo due ore e un quarto si esce tutti dall’Arena (accompagnati dallo scorrere degli articoli della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo sugli schermi del palco). E viene inevitabilmente da pensare e ripensare che i Radiohead non dovrebbero mai smettere di scrivere, per guidarci ancora per anni con brani così intensi, rockeggianti e graffianti (e show fuori da ogni logica) nell’analisi del difficile rapporto dell’umanità con il mondo creato e guidato dall’uomo stesso.

Alessio
Autore
Alessio

Nato a Bologna nel 1988, della città ho ereditato la passione per le lasagne e la fede calcistica.Musicalmente eclettico ho all’attivo una cinquantina di concerti in giro per l'Italia. Ex tennista, sono appassionato di sport in generale e di cinema anni '90-2000, amo viaggiare e assaggiare cibo in giro per il mondo.
Adoro la serie Batman di Nolan e i cani (infatti la mia si chiama Harley e non in onore alla moto).

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