MUSE – Il gruppo rock più eclettico degli ultimi 30 anni – Cap. 6

Storia (ancora in evoluzione) della mia ossessione musicale

La fisica abbraccia l’hard rock e…la dubstep

Bentornati ladies and gentlemen di RFA! Ci eravamo lasciati qualche tempo fa, nel precedente capitolo, con nomi che sembravano appena usciti da una lezione di fisica del liceo, ricordate? Ebbene, i Muse hanno voluto ancora una volta stupire tutti! In quanto da sempre fortissima macchina creativa, conosciuti ormai in tutto il mondo e capaci sempre più di sorprendere e di riempire stadi (vi posso assicurare che dal vivo, in ambienti coinvolgenti come il Meazza di Milano o l’Olimpico di Roma, questi 3 danno il loro meglio), nel 2012 hanno dato alla luce The 2nd Law.

Bellamy nell’album sostituisce, in particolare in “Unsustainable”, le campionature elettroniche della dubstep (di cui Skrillex è il rappresentante più famoso) con chitarra dura e distorta

Il sesto album in studio arriva dopo quel lavoro già fortemente ambizioso e politicamente carico (per cui, tra l’altro, il gruppo porta a casa il Grammy come miglior album rock nel 2009) che è The Resistance, segnando un punto di svolta evidente. Qui la band di Teignmouth decide di spingersi ancora oltre quei confini del rock che li ha resi universali, abbracciando sempre più generi, ancor più di quanto già fatto nel lavoro precedente. The 2nd Law è un disco che parla di collasso, energia e controllo, ma anche di sperimentazione senza paura.

The 2nd Law: un titolo che è tutto un programma…di fisica

Bellamy ha spiegato che la band voleva evitare di ripetersi o di rifare Origin of Symmetry, scegliendo un approccio più spontaneo e frammentato, nato da jam e influenze eterogenee. I Muse si sono concessi totale libertà di genere — dal rock all’elettronica, fino a dubstep, funk e inserti sinfonici — trasformando The 2nd Law in un vero laboratorio sperimentale, più che in un album tradizionale.

In questo processo emerge maggiormente il contributo dei singoli membri: Chris Wolstenholme firma due brani molto personali (Save Me e Liquid State, che parlano del suo passato da alcolista, condizione che ha messo a rischio la sua permanenza nel gruppo), mentre Dominic Howard esplora soluzioni ritmiche ibride, soprattutto nei pezzi elettronici. Il risultato è un disco meno incentrato sulla chitarra rispetto al passato: evoluzione spiazzante per molti fan!

La copertina…che esamina l’uomo

Tratto dall’Human Connectome Project, il lavoro artistico utilizzato in copertina rappresenta la mappa dei percorsi del cervello umano, creata «monitorando i circuiti nelle nostre teste ed elaborando le informazioni con colori brillanti al neon». Prima ancora di premere play, The 2nd Law osserva come si evolve l’umanità; lo fa con una copertina che sembra uscita da un manuale di neuroscienze. L’immagine mostra un cervello umano visto dall’alto, con le connessioni neuronali illuminate in modo quasi psichedelico.

Non è una scelta casuale, ovviamente: si mostra il sovraccarico di informazioni, stimoli e pressioni a cui siamo continuamente sottoposti. Il messaggio è chiaro: il caos dell’universo non è solo fuori, ma anche dentro di noi. I colori accesi e le linee intricate suggeriscono movimento continuo, energia che non si ferma mai, ma anche instabilità. È un cervello che lavora troppo e collassa lentamente.

Un po’ come il cervello di Matt Bellamy, che in quel periodo ha pure dovuto affrontare la separazione dalla storica fidanzata italiana Gaia Polloni (musa ispiratrice di diversi brani dei primi album) per l’inizio di una nuova love story con l’attrice Kate Hudson. Ma non siamo qui a fare gossip…almeno non troppo!.

Siamo quindi di fronte ad un lavoro che è perfettamente coerente con il concept dell’entropia: più il sistema è complesso, più è difficile mantenerlo in equilibrio, come recita la nostra “cara” Seconda Legge della Termodinamica. E cosa c’è di più complesso del cervello umano?

Entropia come metafora socialeThe 2nd Law: “Unsustainable” eIsolated System

Matt Bellamy prende quindi il principio scientifico alla base della Seconda Legge e lo trasforma in una metafora del mondo contemporaneo: un sistema economico, politico e sociale che consuma energia ininterrottamente, è destinato all’autodistruzione. E’ un concetto questo che fa da lente attraverso cui osservare il mondo come appariva allora, tra crisi finanziarie, disuguaglianze, dipendenza tecnologica e perdita di controllo. L’idea di fondo è chiara: nulla può crescere all’infinito senza pagarne il prezzo.

ll fulcro tematico dell’album in questo senso lo troviamo racchiuso in particolare nella suite finale composta da due parti: The 2nd Law: Unsustainable e The 2nd Law: Isolated System. Nella prima, i Muse campionano una voce giornalistica che spiega come l’economia globale, basata sull’idea di un’espansione perenne, sia in palese contrasto con le leggi della fisica. Il testo, accompagnato da cori minacciosi e pesante dubstep (ricreata con suono di chitarra fortemente distorta), sottolinea che un sistema basato sul consumo incessante di energia è destinato al collasso.

L’energia fluisce continuamente, dall’essere concentrata diventa dispersa, si distribuisce, si spreca, diventa inutile. Non può essere creata energia nuova e quella di alto livello viene distrutta. Un’economia basata su una crescita infinita è

INSOSTENIBILE, SIETE INSOSTENIBILI!!!

In Isolated System, invece, il messaggio diventa quasi spettrale: abbiamo un’atmosfera angosciante, che suggerisce l’impossibilità di sfuggire al destino termodinamico del pianeta. Il pezzo è stato così descritto da Bellamy in un’intervista: “è come il rumore dell’umanità su di un minuscolo pianeta nel mezzo del nulla”. Con un ossessivo pianoforte a percorrere tutto il pezzo, abbiamo una perfetta rappresentazione sonora del caos e del collasso, enfatizzata da una meravigliosa orchestra d’archi, focalizzata sull’idea dell’umanità come un sistema isolato che si avvia verso la “nullità”.

….E il resto dell’album? Estrema potenza sonora e riflessioni

Eh lo so: siamo partiti dalla fine…ma solo per inquadrare meglio la tematica principale di “The 2nd Law”! Vi assicuro che i restanti brani sono altrettanto energici, a volte malinconici ma sempre densi di significato:

Supremacy

Apertura trionfale, una grande teatralità e influenze metal: ecco a voi Supremacy! Si fa fin da subito molto gioco sugli opposti, sia visivi che sonori. Se guardiamo ai protagonisti del video, infatti vediamo figure misteriose, dal volto dipinto, che praticano surf e skatebord. Si crea un inevitabile contrasto con l’atmosfera epica e orchestrale della canzone: Bellamy ha descritto il video come una scena terrificante in cui l’umanità perde la propria supremazia sulla Terra, con i mari che si alzano e la disperazione che diventa globale. Il testo parla di dominio e oppressione, usando immagini di controllo totale che si inseriscono perfettamente nel tema dell’entropia sociale.

Madness – “Elettronica” tra amore e odio

Siete alla ricerca di un po’ di dolcezza in questo album pervaso da pessimismo e visione non tanto rosea del futuro? Ecco a voi il brano romantico: Bellamy e l’attrice holliwoodiana Kate Hudson erano all’inizio della loro storia ed ecco che uno dei tanti litigi (spoiler: i due nel giro di 3 anni si lasceranno) dà l’ispirazione per “Madness“: un basso distorto da effetti di pad elettronico percorre la prima parte del brano, e la voce di Bellamy appare malinconica, ma accattivante.

Come vediamo nel video musicale, in mezzo ai disordini e alle repressioni, i due innamorati si perdono in una stazione della metro per poi ritrovarsi e urlarsi i loro sentimenti. Allo stesso modo la musica diventa sempre più potente, per sfociare a metà brano in un assolo di chitarra intenso e coinvolgente: provate a chiedere a Jack Black cosa ne pensi! No, non è un nome a caso: in questo “reaction video” l’attore ci rende partecipe della sua meraviglia all’ascolto di questo passaggio, e le sue espressioni…dicono tutto!

“WOOO! IT GETS ME EVERYTIME!”

Panic Station – La fiera MUSEicale dell’assurdo

Siete pronti a saltare, scatenarvi, tra lustrini, abiti a frange, borchie, in una vera e propria fiera musicale dell’assurdo? Con Panic Station Bellamy e soci danno sfogo ad una energia funky anni ’80 che “i tre del Devon” non avevano mai mostrato!

Qui vediamo riproposto in concerto la stessa incredibile e variegata potenza del video musicale originale, tra slap di basso, personaggi eccessivi, maschere di scimmie, pupazzi rosa, in un’ambientazione, Tokio, ideale per mostrare tanta stravaganza. Il tema centrale del brano é: prendi il controllo della tua vita, supera le paure e lanciati in nuove esperienze!

La “Stazione del Panico” del titolo è quel momento di caos in cui, anziché portare a paralizzarsi, viene incoraggiata una reazione energetica (per la prima volta nella discografia dei Muse compare addirittura un brano con delle parolacce 😱​), una maggior coscienza di sé e delle proprie capacità nel mezzo del caos del mondo.

Doubts will try to break you – I dubbi tenteranno di spezzarti

Unleash your heart and soul (soul) – Sguinzaglia il tuo cuore e la tua anima (anima)

Trouble will surround you – La preoccupazione ti circonderà

Start taking some control (‘trol!) – Comincia a prendere un po’ di controllo

Stand up and deliver – Alzati e libera

Your wildest fantasy (‘sy-‘sy) – La tua fantasia più selvaggia

Do what the fuck you want to – Fai che cazzo ti pare

There’s no one to appease – Non c’è nessuno da soddisfare

SurvivalSpirito olimpico tra cori e palchi infuocati

Spero siate ancora pervasi dallo spirito delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, perché qui Bellamy e soci si sono calati decisamente a meraviglia nell’ambito sportivo, con una carica emotiva e musicale fortissime! 2012, Londra: le Olimpiadi si “giocano in casa”, e quale miglior modo per celebrarle se non con un pezzo estremamente potente, tanto da far tornare alla mente Barcellona ’92 (quando i Queen e Monserrat Caballè diedero vita a uno degli inni più conosciuti della storia del rock sinfonico)?

E’ un brano questo che celebra l’adrenalina della competizione. Inizia con una sequenza d’archi, per poi evolversi in un rock orchestrale pomposo. Il messaggio che porta è di determinazione estrema, con la volontà di trionfare a tutti i costi, descrivendo la vita come una corsa, in cui l’obiettivo principale è sopravvivere e vincere (“I’m gonna win””I choose to survive”). Tutto perfettamente in linea con l’epica olimpica, ma anche con il pensiero di fondo dell’album: la mancanza di empatia dei “potenti” nel contesto economico e politico di allora in cui, come detto a inizio capitolo, si era appena usciti da crisi finanziarie devastanti. 

Follow Me / AnimalsUn abbraccio rassicurante e forte critica

Nonostante si parli di due brani completamente opposti l’uno rispetto all’altro, per tematica e per sonorità, personalmente li ho sempre visti come complementari: un pezzo, Follow Me, che fin da subito appare come un tenero abbraccio, una ninna nanna rassicurante, in cui Bellamy fa sapere al mondo di essere in attesa del suo primo figlio (con registrazioni del battito del futuro Bingham Bellamy). Figlio che vuole proteggere ad ogni costo dai dolori e dalle difficoltà della vita. Le fa da contraltare una vera e propria condanna degli squali della finanza, quei banchieri e corporazioni che con la loro sete di potere hanno voluto accaparrarsi tutto, comportandosi in modo animalesco e disumanizzante durante le crisi finanziarie di quegli anni. Tutto questo è Animals, che con un sound “atipico” di blues-rock ci mostra gli eccessi di una ricerca di predominio oltre ogni limite, ma che alla fine porta alla rovina:

Animals, we’re animals Buy when blood is on the street – Animali, siamo animali, compra quando il sangue scorre per la strada (….)

Kill yourself, c’mon and do us all a favour! – Ucciditi, andiamo! Fai a tutti noi un favore!

Spero di avervi coinvolto con questa analisi (un po’ più lunga del solito, lo ammetto) di uno degli album più interessanti della discografia dei Muse e vi aspetto per il prossimo capitolo, in cui a farla da padrone saranno…I DRONI! Alla prossima!

Alessio
Autore
Alessio

Nato a Bologna nel 1988, della città ho ereditato la passione per le lasagne e la fede calcistica.Musicalmente eclettico ho all’attivo una cinquantina di concerti in giro per l'Italia. Ex tennista, sono appassionato di sport in generale e di cinema anni '90-2000, amo viaggiare e assaggiare cibo in giro per il mondo.
Adoro la serie Batman di Nolan e i cani (infatti la mia si chiama Harley e non in onore alla moto).

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