Cose Molto Rock – #Sanremo

Cosa c’entra una rubrica chiamata “Cose Molto Rock” con il festival della canzone italiana? Domanda lecita. Non tantissimo, in effetti, ma la verità è che la prima serata di Sanremo è un po’ come un incidente d’auto: cerchi di ignorarlo, ma una sbirciatina gliela dai sempre. Se vi siete offesi per questa carica di cinismo gratuita, tornate ad ascoltare Mengoni che qui “c’abbiamo da sentire l’heavy metal, l’heavy metal progressive, il rock tecnico, ecc ecc”.

Citazioni di un certo calibro culturale a parte; ci sono alcuni momenti di Sanremo che sono passati alla storia e che restano impressi nella memoria persino più delle canzoni. Diciamolo apertamente: l’accoppiata “festival + disagio esistenziale” è un cocktail brevettato che convince anche i più scettici ad assaggiarne (o in questo caso, a vederne) almeno un po’.

NDA: Qui volevo inserire una battuta arguta ma intelligente sul Martini e sul premio della critica “Mia Martini” ma non mi veniva in mente niente. Ho provato a chiedere a Chat GPT ma persino lui si è rifiutato. Probabilmente è meglio così.  

Il capitolo di oggi sarà a metà tra il rock e una puntata di Blob, dove andremo a ripescare alcuni di questi episodi ai confini della realtà e del trash. Non parleremo degli artisti stranieri in playback, castronerie comparse sul gobbo o testi di canzoni modificati (intramontabili “le brutte intenzioni e la maleducazione” di un Morgan in splendida forma) e/o travisati all’ascolto. Piccolo fun-fact: “Orgogliosa e canto” – la strofa cantata dalla Mannoia nell’edizione 2024 e che a un primo ascolto sembrava dire tutt’altra cosa – è anche il nome di un malus del FantaSanremo che fa perdere ben 66,6 punti alla propria squadra nel caso in cui un cantante della propria rosa bestemmi live in prima serata e in Eurovisione. Severo, ma giusto.

PIPPO BAUDO

Creatura leggendaria dell’Ariston, volto del festival (tant’è che le monete del poc’anzi citato Fantasanremo si chiamano proprio “baudi”), detentore del record – tutt’oggi imbattuto – per numero di edizioni condotte: 13. Baudo è stato anche un’icona di stile ed eleganza: bulbo rigorosamente slick back, inseparabile dal suo paio di occhiali modello aviatore. Non solo: la leggenda narra che su Google sia impossibile trovare una sua foto senza cravatta o papillon. Ma quanto hanno messo alla prova il povero Pippo (e il suo aplomb) le 13 conduzioni? Dalle violenze sessuali di Benigni al “bidone” tirato all’ultimo momento da Elthon John, passando per l’invasione sul palco degli ultrabaudi, la “bandiera banca” sventolata in faccia ad Armstrong (il trombettista, non l’astronauta), la quasi-limonata con Sharon Stone, l’insinuazione “questo festival è truccato!” e per finire, ultimo ma non ultimo, il salvataggio del tentato suicidio in piccionaia. Superpippo, più che un conduttore, è stato un eroe.

SPACCATUTTO

Altro malus del Fantasanremo (si, ci partecipo, nel caso in cui non si fosse capito) è dato dalla distruzione di strumenti o arredi del palco. Chissà se i Placebo, preventivamente informati, avrebbero comunque deciso di spaccare le loro chitarre come segno di protesta nei confronti di un pubblico troppo “freddo”. Niente scuse invece per Blanco che, di bianco vestito, decide di omaggiare il regista Tarantino riproponendo live una delle sue “firme” cinematografiche, calciando e spargendo sul palco petali di rose rosse. Eroe della serata: Gianni Morandi che armato di umiltà, scopa e paletta – invece di usare quei bei manoni per prendere a schiaffi il cantante – sistema il macello.

MONARCHIA

Una forma di protesta meno violenta è stata inscenata dall’orchestra, con il lancio degli spartiti accartocciati sul palco, dopo che il televoto salvava e portava al secondo posto della classifica la canzone di Pupo e Filiberto di Savoia nel 2010. Da molti definita come la “canzone più brutta del secolo” (e contando che eravamo solo alla prima decade, i critici facevano veramente sul serio), sul caso “Italia amore mio” si sono costruite le più bizzarre teorie, prima su tutte: Napolitano che ne avrebbe impedito la vittoria in onore allo spirito della Repubblica. Secondo altre fonti, invece, la canzone avrebbe dovuto essere squalificata in quanto l’allora CT della nazionale, Lippi, invitato sul palco proprio da Pupo e Filiberto, ne avrebbe “esaltato” le qualità musicali influenzando così la valutazione finale del pubblico. Seguono poi accuse di plagio, perplessità sul testo, tapiri d’oro e parodie varie per concludere con l’epica perculata della compagnia aerea EasyJet che fece circolare l’annuncio (sui voli con destinazione per città italiane), sulla trasmissione dagli altoparlanti della canzone “Italia amore mio” per favorire le operazioni di uscita dall’aeromobile. In questo caso si trattò di un pesce d’aprile, ma scherzo o meno la canzone resta uno degli episodi più trash del festival.

IMBARAZZO

L’abbiamo capito: è il sottile “fil rouge” che accomuna qualsiasi edizione, è solo questione di tempo. A risentire di questa condizione psicologica più di tutti, però, sembrano essere gli ospiti internazionali. Come non ricordare Raffaella Carrà che si va a ripescare dal fondo del palco Eminem dopo la sua esibizione (ovviamente in playback), prendendolo e tenendolo per mano con fare da maestra che accompagna il bimbo timido per la recita della scuola? Il “real slim shady” è palesemente sorpreso dalla cosa e non nasconde la voglia di andarsene. Altri momenti difficili da gestire si sono verificati in occasioni delle interviste, specie per i traduttori. Tra silenzi e improvvise amnesie linguistiche, l’intervista della Canalis a Deniro (seppur piuttosto taciturno) ne è un esempio. Ma spezziamo una lancia in favore di Elisabetta: assieme a lei, a fare le domande al divo hollywoodiano, c’era anche Gianni Morandi che, molto candidamente, chiede come può tradurre in inglese “taxy driver”. I vip e le star del cinema internazionali invitati sono stati tantissimi nel corso degli anni, tra le ultime “vittime” del festival va ricordato un imbarazzatissimo John Travolta. In questo caso i traduttori sarebbero stati superflui: tale era il livello di disagio manifestato dal divo che era facile capire quanto stesse pregando affinché il terreno sotto ai suoi piedi (e alle sue scarpe da lavoro) si aprisse per inghiottirlo e risparmiargli il “Ballo del Qua Qua”. Episodio protagonista di numerosi meme e ridicolizzato (con molta poco solidarietà professionale) persino dal collega Russell Crowe, anche lui ospite del festival.

BONUS TRACK

Dirige l’orchestra il maestro Peppe Vessicchio! Forse non molti sanno che il buon Peppe, prima di lasciarsi, ha coordinato e partecipato attivamente all’edizione 2025 del Rockin1000 a Cesena, dirigendo oltre ai musicisti anche molti artisti italiani. Go Peppe! 🤘

Letizia
Autore
Letizia

Sagittario intollerante (al lattosio per malasorte, alle persone per scelta); strega per caso, viaggiatrice a tempo perso, plant mama, allenatrice Pokémon, divoratrice di libri, regista di pluripremiati film mentali e bestia da concerti (ma solo in tribuna, che se no parte il mal di schiena).

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