Calcio: Cinismo e fortuna, il Bologna passa a Marassi

Tanta, tanta fortuna. Ma anche tanto cinismo e precisione per il Bologna nella sfida contro il Genoa. Nell’unica -o quasi- occasione avuta dagli ospiti è arrivato il gol che ha deciso la gara e che ha permesso di guadagnare altri 3 punti. Ancora con un difensore. Ancora con Rossettini.

Donadoni si presenta a Genova con tanti assenti, sia per infortunio che per squalifica, con la formazione che pare quasi obbligata: Morleo torna dopo tanto tempo e si prende il posto di Masina e la fascia da capitano, mentre a centrocampo viene nuovamente confermato il terzetto Taider-Diawara-Brienza. Attacco che rimane invariato, con Rizzo che parte da titolare vista l’assenza di Giaccherini, col centrocampista che tornerà nel 2016. Ma è il Genoa che sin dalle prime battute si dimostra più vivo, riuscendo a creare grattacapi alla difesa ospite: la prima chance la ha Gakpè, che spara fuori dopo un ottimo suggerimento di Laxalt, mentre la squadra di casa continua a macinare gioco e ad impensierire i felsinei. Verso la mezzora Donadoni è però costretto ad operare il primo cambio: Rizzo, dopo una progressione di 80 metri palla al piede, si deve accasciare, richiamando lo staff medico e chiedendo il cambio, con Brighi che subentra all’ex Doriano, con Brienza che avanza la sua posizione, allineandosi con Destro e Mounier. Negli ultimi 15  minuti del primo tempo c’è soltanto un protagonista in campo, ed egli è Antonio Mirante: prima compie una straordinaria parata su Pandev che, da pochi passi, non riesce a battere il portiere del Bologna, bravissimo ad intercettare la conclusione del macedone mentre, poco dopo, il numero uno si ripete su De Maio, abile a colpire di testa da calcio d’angolo, con Mirante che vola per disinnescare la conclusione. Il Bologna riesce quindi a chiudere il primo tempo senza subire reti, con il Genoa più in palla e capace di creare preoccupazioni, con il pallino del gioco spesso in mano ai padroni di casa. Inizia la seconda frazione e si ha un altro cambio tra le fila del Bologna: Gastaldello, dopo aver ricevuto una violentissima pallonata da Tino Costa in pieno volto, è costretto ad uscire, con l’ingresso in campo del giovane Alex Ferrari. Il Genoa torna in possesso del gioco, con i tre centrocampisti molto mobili e dediti ad incursioni offensive: prima Morleo rischia un clamoroso autogol poi Gakpè, autore quest’oggi di una buona prova, non trova lo specchio della porta da buona posizione. L’ingresso in campo di Perotti aiuta i genoani, con la squadra che si appoggia spesso a lui per cercare di risolvere questo match ed incanalarlo nella giusta direzione. Esce ad una quindicina di  minuti dal termine anche Morleo, che paga il fatto di non aver giocato per tanto tempo, stremato e colpito da fastidiosi crampi muscolari, con MBaye che prende il suo posto. A dieci minuti dalla fine cambia tutto: Diawara trattiene Perotti che, dopo aver scaricato il pallone, sferra una gomitata in pieno volto al giovane centrocampista, con l’arbitro che vede tutto ed espelle il talentuoso giocatore argentino. Gasperini decide di togliere quindi Gakpè per rimpolpare il centrocampo, con l’ingresso di Ntcham che rafforza la mediana di casa. E a due minuti dal termine arriva la prima clamorosa palla gol per il Bologna, fino a quel momento pericoloso soltanto su calcio piazzato con Rossettini: retropassaggio errato verso Perin, Destro si avventa sul pallone che scivola via finendo sui piedi di Mounier, col francese incapace di centrare lo specchio della porta da ottima posizione, senza nessun avversario in pressione e con Perin posizionato non benissimo. Quando sembra che la partita sia destinata a concludersi con un pareggio a reti bianche, il Dio del pallone interviene, mischiando le carte in tavola: secondo minuto di recupero col Bologna che si trova in area genoana pronto a sfruttare un calcio d’angolo, palla che viene scaraventata in area e Rossettini, lasciato colpevolmente solo, ha tutto il tempo per insaccare il gol del decisivo vantaggio. I festeggiamenti scappano un po’ di mano e Diawara, già ammonito e spesso oggetto di fischi e insulti da parte dei tifosi genoani, si lascia andare ad un’esultanza troppo polemica, l’arbitro vede tutto e decide di espellerlo per doppia ammonizione. Il Bologna si trova quindi a gestire il vantaggio per qualche minuto, con il Genoa incapace di creare altre occasioni.

Un’altra vittoria per la truppa di Donadoni che, nonostante una non eccelsa prestazione, si porta a casa i 3 punti, lasciando il Genoa, molto propositivo ma poco preciso sotto porta, a bocca asciutta. Sabato mancheranno tanti giocatori, ma sarà l’occasione per molti per mettersi in mostra e ritenersi ancora funzionali al progetto. Il Bologna, giocando sempre come domenica scorsa, non dovrebbe avere problemi a salvarsi, e spesso se il gioco latita una buona dose di fortuna non guasta mai. Bisognerà proseguire su questa strada anche contro l’Empoli, consapevoli che un successo ci proietterebbe verso la parte sinistra della classifica. E con la mancanza di Diawara si rivedrà Crisetig, oggetto quasi misterioso di questo Bologna…

Giacomo Guizzardi nasce a Bologna il 14/03/1997. Dopo la trafila di scuole dell’obbligo sceglie il Liceo Da Vinci di Casalecchio come scuola superiore, ed è qua che sviluppa un grande interesse nei confronti del giornalismo e del mondo radiofonico, tanto da voler diventare telecronista per partite di calcio. Al Liceo ha la possibilità, sia grazie alla web radio d’istituto (della quale è tutt’ora uno dei redattori), sia grazie a Politicamente Scorretto,di intervistare personaggi illustri quali Francesca Prestia, Nadia Cinti ma, soprattutto, lo straordinario Don Luigi Ciotti. Ha inoltre collaborato con Radio Città Fujiko nel merito di uno stage scuola-lavoro, durante il quale ha prodotto un format dal nome “Generation Y”, che indaga il mondo dei giovani nati tra il ’90 e il 2000, del quale sono state fatte 3 puntate.

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1 commento
  • Giacomo, concordo in pieno con la tua analisi, la fortuna, dico finalmente, è stata dalla nostra parte. Eravamo a credito e ieri ha cominciato a ripagarci. In proiezione Empoli, penso anch’io che sia arrivato il momento di Crisetig, non dovesse essere schierato, allora le voci che lo danno a Empoli a gennaio, potrebbero diventare prove.
    Un saluto
    Davide

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