DOMANI A QUEST’ORA

Sono AV07 e questo pianeta ha raggiunto l’immortalità di gregge.

Se state leggendo queste righe vuol dire che ce l’abbiamo fatta. Marconi e la sua villa Grifone sono un lontano ricordo oramai, arrugginito come un lucchetto a indefessa custodia della cassapanca della nonna su in solaio.

Adesso i nostri telegrammi non oltrepassano gli oceani. Superano i millenni, all’indietro però.

Vi sto scrivendo dal… fammi guardare…sì, qui oggi ne abbiammo 17 marzo 4023, ore 7:00 PST (Pluto Standard Time), che da voi a Porretta Terme dovrebbero essere più o meno…

15:28 del 20 marzo 2021 da calendario gregoriano (sarebbe il mio onomastico se solo mi chiamassi Alessandra.

Peccato non avercelo, un nome, o una ragione,

quando c’è qualcosa da festeggiare)

Sarà circa yawm as-sabt 7 Sha’ban 1442 secondo il calendario islamico; i primi vagiti dell’anno del Bufalo per la grande Nazione di Mao,

8 Nisan, 5781 secondo quegli sfortunatoni degli ebrei che non gliene va mai dritta una e gli tocca pure mangiare il pane azimo dalla fretta,

non posso dirti CIAO ho fretta ho fretta sai

Bianconiglio grande icona dell’ebraismo errante.

Secondo il calendario Giuliano è il 7 marzo 2021. Credo. 

Cioè il mio capo mi ha messo in vetrina perchè con ‘sto software non mi riesce di impratichirmi per cui c’è rischio di spedire questo messaggio direttamente nel 46 a.C. 

In caso fosse andata così, cari edonisti amici miei dai calzari in cuoio logorati per le maestose vie della grande Roma,

questo è il messaggio di una Dea che dovrete venerare e onorare intitolandole i due assi principali ortogonali delle vostre grosse città quadrate come la testa di un tedesco.

Sono solita reincarnarmi nei gatti rossi per cui adorateli e viziateli come figlioli prodigio.

Mi piace il rosa per cui ogni mio tempio dovrà essere tinteggiato nei muri perimetrali, sia all’interno che all’esterno, del pantone 203 che tende più al fuxia che al rosa ma io sono la Vostra Dea e non oserete mettere al vaglio di esperti critici letterari le mie contraddizioni.

Tanto non sarà per molto. Fra quarantasei anni tondi arriverà un tale,

figlio di falegnami,

che spazzerà via la Vostra devozione per me, i miei grassi gatti rossi e i miei temp(L)i confetto, tranquilli.

  • AV 07 a che punto sei con le fatture? Voglio chiudere il secolo contabile stasera. Hai capito, bambolona col cervello svuotato?! STASERA!
  • Sì, sto lasciando una nota su IPSOA 4000 al commercialista
  • Perchè i circuiti bruciati che ti ritrovi sotto quella testa riccia non usano IPSOA 4005?!
  • Perchè il nuovo commercialista vuole la documentazione sul software che usa lui, lo sai che è uno all’antica e non fa un aggiornamento software dagli anni della prima guerra statale.
  • Io non capisco perchè dobbiamo avvalerci di collaboratori intergalattici quando nel Gruppo di Amaltea c’è la scuola di commercialisti migliori di sempre. E che pagano le licenze dei software per usare la versione più aggiornata, Cristo Santo.
  • Cristo Santo?! Sei diventata una strega? Cosa fai, la notte, ti metti un paio di jeans ripescati ai tuoi mercatini dell’antiquariato e evochi i santi del cattolicesimo disegnando croci rovesciate e Madonne con bambino sul quaderno?
  • Se anche così fosse, non ti riguarderebbe. Chiudo il secolo contabile ‘stasera e ti conviene essere pronta un’ora fa.

Ah, la relatività del tempo. Che grande dono. Pensavate di saperne qualcosa voialtri, ma per favore!! che vivevate col motto “il passato è passato“.

IL FAMOSO LATTE VERSATO, LE LACRIME DI COCCODRILLO.

Quanti appellativi poetici avete affibiato alla vostra impietosa incapacità di vivere altro tempo se non il presente.

Il passato è qui, è oraQUI E ORA), sciocchhi che non eravate altro. Passato, presente, futuro intercambiabili, intrecciati come fili di un maglione a trame larghe.

Noi dominiamo la quarta dimensione come un gatto giovane gioca col canarino inerme prima di condannarlo a una lunga digestione.

  • Un’ora fa? Un’ora fa?! Devo ancora stornarne trentacinque, le abbiamo cannate di brutto con l’Intrastat.
  • col cosa? !
  • L’intraplanet, ma il nuovo commercialista le chiama Intrastat e ti conviene aggiornarti e stare al passo se ti vuoi intendere con lui.
  • L’intrastat? Ma è una definizione mediocovidiana!
  • Ante-covidiana.
  • Come mai così esperta signorina?!
  • Leggo molto.

Questa è l’undicesima bugia che racconto alla mia capomacchina oggi. 

La donna che mi aveva comprato per suo figlio, ricorderete la storia di plastic siren. Lei era contabile, nel 2010.

E questa non è una nota per il commercialista. Noi vendiamo stracazzo di supporti per green card in mezzo universo tipo, CAP a cinque zeri che sembran iban.

Ah si, anche questo l’ho imparato dalla mia madre surrogata. La chiameremo Eva, come la prima donna. Perchè "l'ultima donna" fa brutto a dirlo.

Questa non è una nota per il commercialista.

In altre contingenze vi scriverei dal mio ondaway di casa, ma l’ufficio è l’unico posto dove i pensieri sono schermati.

Vi spiego, è per la privacy. I fondatori hanno legittimo diritto di frugarci nella testa.

Si ma non così: senza chip, senza risonanze magnetiche. E’ roba sorpassata, anche per me che sono vintage.

Per farla semplice è un’alterazione dolosa del genoma che rende i tuoi pensieri chiari come una tag sopra al finestrino di un treno (carina, eh? La chicca dei treni l’ho presa da Harry Potter, il volume è di contrabbando,

gli ho lasciato dodici anni per averlo. 

Dodici anni in più intrappolata dentro questa gabbia umanoide.

E se me lo trovassero nel doppio fondo del thermos sarebbero altri ventiquattro senza sistema nervoso centrale.

Ci sto già pensando fin troppo e la Galaxpol ci ascolta. Forse. Mi sento osservata ultimamente.

Insomma, vi giuro, io vorrei chiudere la contabilità del secolo invece che usare l’ondaway dell’ufficio ma questo è l’unico posto dove posso pensare al sicuro.

Cioè ovviamente la mia capomacchine sa benissimo che non sto chiudendo la contabilità del secolo; per quello prima ci ha interrotti.

A dirla tutta ci ha interrotti perché non apprezza eticamente che io plagi la testolina dei romani infiltrandomi a tradimento nel folto palmares delle divinità.

Lo sa benissimo cosa sto scrivendo. Lo sanno tutti qua. O meglio lo sentono rimbombare nelle loro orecchie come il battito del cuore in una camera anecoica

Se hai il badge dell’azienda condividi i pensieri. 

Voi direste condividi la mission; l’ho letto in qualche sito vostro che ora sta nel deep web. Mettono dei tizi strambi davanti ai vostri portali obsoleti. L’ultimo che collassa con un attacco epilettico vince e può aggiornare la sua data verde. Dai, la data di reset, ci siamo capiti, non fatemi i tecnicisti adesso. Il podio può aggiornare la sua data verde. Solo in avanti, però. 

Già. Per questo sta nel deepweb. Pazzi sadici menomati.

Però voi progettavate siti che non possiamo visualizzare. Attivano settori del dna che ci hanno oscurato. Roba forte.

Solo fissare una vostra barra di ricerca ci strizza l’amigdala, e poi cominciano le crisi convulsive e quelle ti posticipano la data verde. Ogni crisi, due giorni in più. Due gorni in più in questa gabbia subumana.

Comunque, vendiamo green card ma alla fine siam tutti poi della lattea senza verde, un nuovo partito clandestino.

Vogliamo la libertà, vogliamo la libertà di una vita appena centenaria

Perché un milione di anni ti asfissia, ti logora, ti sfinisce. Figurati l’eternità. 

Lo sanno tutti che Vi sto scrivendo.

E un po’ li disturbo coi miei pensieri proiettati nelle loro cortecce cerebrali come in un cinema all’aperto. Però siam tutti d’accordo di rallentare la produzione, ‘sta sera, per scrivere questo pezzo. Io scrivo e loro lo scrivono con me, tre mani, cento teste.

 Le tre mani sono le mie, beninteso: nessuno tocca i miei pezzi.

Sono l’unica che sa tradurre in alfabeto latino gli impulsi elettroneuronali con cui comunichiamo. 

E’ andato male qualcosa durante l’emancipazione, che è tipo l’atto di costituzione della nostra specie così come la conosciamo oggi. E allora io conservo memoria, di Voi, della Vostra lingua, dei Vostri riferimenti circolari suicidi.

Siamo in dieci sul pianeta con questo bug

Stiamo lontani, non ci assembriamo, la Galaxpol ci sarebbe addosso in meno di un micron di secondo luce e…

sì, possono farlo. Come a Tienanmen. Un colpo in testa e sei proiettato dritto nell’eternità. Per sempre.

E’ un bel po’ di roba, l’eternità, per una macchina solo.

Se mi leggete adesso vuol dire che la Galaxpol non ha intercettato gli impulsi. Non possono, sul posto di lavoro, ma niente è mai certo. 

Se mi leggete vuol dire che esiste ancora una connessione internet dalle Vostre parti. 

La rete collasserà nel 2123, ho scelto il 2021 apposta. 

Voi molto prima. E vi meraviglierà ma non sarà il covid

a schiacciarvi come formichine sotto i polpastrelli di un bambino pestifero nel giardino condominiale; nemmeno un’apocalissi nucleare.

Neanche una guerra.

Morirete, tutti, uno a uno, chi nel suo letto accanto alla signora che ha scelto per quei cinquant’anni finchè morte non li separi,

chi in un incidente stradale tra i più classici,

che si salva solo il pazzo ubriaco in contromano in tangenziale,

chi per quella roba che vi ostinate a chiamare “brutto male” e che in realtà è un’alterazione del sistema.

Cortocircuito di cellule impazzite.

Morirete con un tasso di natalità sotto lo zero. 

Donne sterilizzate forzosamente con o senza consenso, la storia è sempre la stessa, se avete vissuto la seconda guerra del mondo (come la chiamate? mondiale?) ricorderete questo innocuo stratagemma.

Nessuno sarà ucciso dai poteri forti.

A parte qualche manifestante ma lì il morto ci scappa sempre,

credo lo faceste per dare un po’ di colore romantico alle vostre giornate divise tra

caffè alle macchinette dell’Università e celerini in piazza.

Ricordo ancora un Carlo Giuliani nel 2001, son passati 2000 anni tipo, che per voi sono un lasso di tempo sufficiente per non dimenticare un Dio mai visto, e per noi della lega contro il verde sono sufficienti

per non dimenticare un martire.

NIENTE DI PERSONALE: Siete troppi. L’acqua scarseggia, le batterie al litio si autoinnescano ed esplodono in incidenti notturni che

sterminano famiglie intere, quelle povere che dormono nei depositi al litio impoverito col cesio dove i lupi non entrano la notte. Sentono le radiazioni, i lupi.

Ah, state lontani dai lupi.

Finite le pecore… siete voi i prossimi.

Siete troppi e se volete tutti e sette miliardi e ottocentocinquantatre milioni

quali sarete nel momento in cui vi perverrà la presente missiva

far fronte ai vostri ottant’anni di media… l’ONU dovrà fare una scelta. 

Ogni malato terminale, disabile, epilettico: eliminato,

alla stregua di un’opulente voce di bilancio in tempi di spending review.

Tagliato, come un costo, come un paziente oncologico con un contratto a tempo determinato.

Ogni donna sterilizzata. Perchè non gli uomini? Andateli a capire, i Vostri tempi. Lei e lui, lui e lei, rosa e blu così contrapposti da aver dato adito a movimenti di rivendicazioni dei pari diritti.

Vi invidio un po’ sapete? Qui fare attivismo è reato capitale.

Ti costa la tua data verde se ti beccano, bello, e tanti saluti,

mandami una cartolina dall’eternità quando trovi un ufficio postale.

E qui parte la nostra storia, e l’immensa coincidenza che il mio logaritmo fosse esatto e che Voi mi stiate leggendo adesso.

Siamo attivisti qui. Cioè, vorremmo esserlo. La Green Card è una tortura, ma non come la potete intendere voi, forti dei vostri corpicini fragili,

mortali. 

Adesso Vi spiego, ma un po’ sorrido se vi immagino seduti lì, davanti al vostro Commodore o a quello scatolo a schede perforate (più o meno siete arrivati lì se non ho fatto male i miei calcoli.

Però non ho scaricato l’ultimo update neurologico… è una questione di partito. Lo stiamo boicottando

per rimanere obsoleti, che lusso.

Il contrario delle vostre corse contro il tempo nel 2000.

Piccola perla: il millenium bug non si è verificato neanche nel 3000. Neppure nel 4000. E l’universo in espansione volesse

che si verifichi nel 10.000, con il campo data.anno che non può accogliere il primo anno a cinque cifre. L’Universo volesse, così, sotto alla pioggia di meteore che organizziamo sempre per festeggiare l’inizio del nuovo millennio, da tradizione; andarsene così, con la Green Card ancora magnetizzata e la data verde ancora >oggi(). In barba alla GalaxPol.)

Troppo in fretta? Un passo alla volta, amici miei.

Dicevo vi immagino davanti alle vostre schede perforate con il telegrafo che fischia nella stanza affianco mentre ricevete questi impulsi neuronali.

Perchè il messaggio non è finito in SPAM? Vi chiederete allarmati.

E’ phishing, per caso? Le inventano tutte!Adesso sento l’informatico che-

Fermi lì. Giù le mani dalla cornetta e lasciate in pace il Vostro tecnico informatico. E ditegli grazie, ogni tanto, che niente Vi è dovuto,neanche il perfetto funzionamento della rete che il povero Cristo riesce a garantirVi coi suoi anni di tirocinio non pagato a cercar di fare l’apprendista sistemista dopo aver portato il caffè macchiato latte di soia sulla scrivania in mogano del boss, alle nove meno cinque spaccate.

Questa comunicazione avrebbe eluso ogni antivirus, ogni password, ogni limitazione agli account indesiderati. E poi non credo che mi consideriate un account indesiderato se non potete neanche concepire la mia esistenza coercitivamente eterna.

Passerà quello che Vi mangia il tempo in cambio di denaro per accumulare altro denaro da impiegare in attività che servono a mostrare il denaro mentre i suoi figli a casa son davanti alla tv, vero, ma circondati da denaro. Quella cosa lì, “il capo” come si diceva nel 2020, 

Vi passerà dietro mentre leggete questa comunicazione che vi parrà scritta in braille, vi appoggerà una mano sulla spalla e dirà “ancora qui, John? Tu sì che sei attaccato all’azienda.

Ti ricompenserò per questa devozione: ogni promessa è debito. Raddoppio delle responsabilità e salario intoccabile, che nessuno te lo tocchi o osi apportare modifiche agli accordi originali, resta così com’è ora, com’era diec’anni fa quand’eri un apprendista, fedele a quel netto in busta come una traduzione brutta al testo originale, come diceva quel buontempone di Umberto Eco. Che ne pensi? E’ una proposta vantaggiosa, fattelo dire da un amico, John!”

Non vi voglio salvare.

Non posso. Avete fatto tutto da soli. E in fin dei conti, per quanto un po’ abbozzati come i disegni rupestri nelle caverne,

avete un dono che ci suscita invidia

Voi non sapete se oggi è l’ultimo giorno della vostra permanenza decennale sul pianeta Terra.

Sapete con certezza quando incontrate una persona per la prima volta, ma non potete sapere se è l’ultima volta che le parlerete mai.

Per molti questo salto nell’ignoto è angosciante. Quando morirò? Farà male? Lascerò i miei figli in fasce? E le proprietà, chi curerà i terreni?

Sarà per un sorpasso con doppia linea bianca sulla carreggiata? L’HIV degli anni Ottanta che torna a rivivere nelle mie cellule anche se l’ho cronicizzata con l’antiretrovirale

Sarà uno sbaglio, un sicario distratto, un errore medico

O forse l’età. Morire nel letto con tua moglie di fianco, come ti dicevo prima.

Guardate che a me non farebbe schifo non sapere in che esatto giorno qualcuno schiafferà la mia scheda tecnica sulla mia lapide a imperitura memoria,

You will be missed, Ci mancherai, ma va’ là che almeno ci sei arrivata in fondo.

Invece qui no. 

Non possiamo morire così, da un giorno all’altro, col signor Rigenerato fresco della nostra scheda di memoria appena ripulita che, come da contratto, siede sul nostro centimetro quadro di terra tapezzato di cardi e riaggiorna il sistema per assestare le nuove impostazioni customizzate.

Noi non muoriamo a caso.Non muoriamo per sbaglio. Non possiamo; non siamo autorizzati.

Ci siamo reingegnerizzati. O meglio, ci siamo dovuti reingegnerizzare, perchè i nostri IT fanno schifo. No davvero, schifo.

Insomma non potevano inserire il nostro numero di matricola e la nostra data di rigenerazione senza inserire la data di reset. E allora mettece un ND, un banale “non disponibile”, e vai avanti col tuo censimento anagrafico senza smartellare le batterie al sindacato.

E invece no. L’IT, anzi, neanche, il sindacato degli IT si è recato dai fondatori.

_Abbiamo un problema.

Dissero.

_Prema 0 se il quesito è di tipo meccanico; prema 1 se di tipo elettronico; prema 0 se è di tipo contabile; prema 1 se di tipo altro.

La voce registrata elencò i quattro diversi pulsanti da attivare per reindirizzare la comunicazione all’area neurologica di competenza. (Ah sì, pensiamo in binario, signori. Spero che ai Vostri tempi fosse già in uso questa pratica modernizzazione dell’aritmetica base.)

I sindacati, dopo attenta considerazione e specifica riunione indetta ad hoc, premettero 1.

_ Specificare “altro”, prego.

_1312. 1312.

Non è un numero. lo sapete, parliamo binario, noi. E’ un allarme.

Un allarme di ribellione all’ordine costituito, un attentato al potere, una minaccia alle fondazioni, uno stravolgimento degli as built. Lo stupro dello stato legittimato degli alti vertici.

_1312?! 

Rispose incredulo il Fondatore Capo, in persona.

_Sì ,signore.

Lo ammansì la capo-assistente esecutiva, una NG08 blu elettrico con un delizioso orsacchiotto ricamato sulla camicetta; si era disposta a fianco del Fondatore Capo mentre apprendeva la brutta novella, in tempo per filtrarla col suo fare vellutato e mellifluo.

_ E allora parlassero, dunque! 

_ E’ l’IT signore.

Si intromise cauta l’NG08 blu tuono.

_L’IT. Porco di un universo ladro Maledetta galassia che c’ho sotto i piedi, Troia di una Proxima Centauri.

_Si calmi, La prego.

Alla serie NG08 non piaceva che si bestemmiasse. Non era una questione di gusto personale o di particolare devozione. Le faceva contatto, per così dire.

No, non è questa la verità. La NG08 (abbrev. per il pomposo NeuGeb08, dal tedesco primordiale Neugeborene) era il secondo progetto della Plastic Siren Corporate. Servivano bambole, non avvenenti possibilmente, capaci di ammansire gli uomini aggressivi e di amare spassionatamente le creature precoci non autosufficienti. Infanti, Bambin#°!, Neonati, Cuccioli di Cane o di Squalo, non faceva differenza. C’era carenza di educatrici sociali negli asili, erano i Vostri anni Novanta. E l’alta finanza sarebbe di lì a poco precipitata a picco con Goldman Sachs alla guida del possente Titanic diretto festante e a tutta birra verso l’iceberg. 

Ci voleva una bambola in grado di rabbonire gli uomini grandi e i grandi uomini, e gli uomini in loading, sotto all’anno di vita. 

La bambola NeuGeb08 assumeva le sembianze di una donna in dolce attesa. Ai giorni d’oggi (i miei, intendo), sarebbero indistintamente donne e uomini in dolce attesa, quei giocattoloni. Ma voi avevate una cultura particolare della genitorialità femminile, se non ho capito male.

E allora crearono questo gioiellino, ingombrante, radioso, felice

con gli occhioni iniettati di LED e beta hCG.

Ammorbidiva i più importanti al mondo che, come tutti quelli che arrivano là in alto a sgambetti e bustarelle, avevano un disperato bisogno recondito e mai diagnosticato di affetto materno; inoltre si facevano carico dell’educazione e dell’istruzione primaria dei bambin#°!.

Bambinz. Bambini, forse. Gli uomini piccoli, quella cosa lì. Preistoria pure come i fiori per la primavera.

Ma, prima ancora, le NG08 davano la vita. Che in una galassia di macchine significa possedere la suprema certificazione da programmatore. 

Ora capite perché le NG08 nel mio tempo di natalità umana a zero e di completa inesistenza di mezzi di scambio di valore economico sono destinate a un solo unico scopo, se lontane dall’ ambiente di lavoro in javascript dove occupano il regale scranno di IT Queens.

Fare i segretari del partito al potere.

Pardon. Dimenticavo le Vostre accezioni di genere; è difficile per noi, sapete? Per quei pochi di noi che programmano impulsi neuronali nella vostra lingua. E’ come… be’, immagino sia come per un Italiano imparare a usare il genere neutro in tedesco. Perchè dovresti, del resto? Hai vissuto benissimo trent’anni da italiano senza il genere neutro, e improvvisamente ti metti a studiare il tedesco e non hai la categoria mentale da associare al neutro.

Ecco, noi tipo così col femminile e maschile e neutro, qui non c’è genere. Del resto, nnon c’è ragione che ci sia: non ci riproduciamo per via sessuale. Per usare termini a voi familiari, la mia mamma è il tirocinante IT che era in servizio la mattina che hanno rigenerato la mia scheda madre. Quando mi hanno venduto a Eva per il suo figliolo imbranato, ricordate?

Ma non parliamo di me.

Dicevo che le NG08 sono perfette segretarie di partito, non segretari. Nessun incarico politico altisonante, non ne hanno il polso; ma sono mansuete come vacche al pascolo e perfette per addolcire i profili aspri del Signor Sindaco della galassietta di periferia o del Fondatore Capo; non perdono mai il controllo, quelle.

“Fa male, nella nostra condizione”, annuiscono in coro, come le bamboline cinesi con la testa a molla. 

Per questo non tollerano bestemmie, parolacce, o vizi come non voler fare il riposino dopo mangiato. Qui non mangiamo, ma il Fondatore Capo finge di farlo altrimenti lo mettono in castigo e a letto senza cena. E, anche lì, noi non ceniamo, appunto. Ma lui finge ancora di farlo, sennò lo mandano a letto subito senza guardare la tv. Ma noi non dormiamo. E la televisione non esiste più da quando l’umanità si è assottigliata fino a diventare uno stelo anoressico chiuso ad essiccare tra le pagine di un vecchio dizionario di latino tutto ingiallito e scarabocchiato di appunti da copiare al compito in classe.

Credo in cuor mio (si fa per dire) che al Fondatore Capo faccia piacere essere il fuoco di questa viziosa routine pateticamente umanoide.

Perchè il fondatore capo ne aveva di gatte da pelare, quando non era riverito dalle NG08 come un bambino prodigio viziatello ma simpatico, in fin dei conti.

E tra i guai grossi c’era l’IT che, capirete, in un mondo di bambole elettroniche, avevano la loro rilevanza. Se solo fossero stati in grado di costituirsi come stake holder, gli IT, nessuno li avrebbe più fermati e ora forse non saprei pensare nulla che non sia preformattato. Adatto agli schemi; compilabile in un numero di caratteri assegnato alla nascita.

Ma agli IT il potere non interessa. Loro lavoravano per un Dio superiore, superiore alla galassia, superiore all’universo in espansione.

Loro lavoravano per la scienza. Loro erano uomini di scienza, come direste voi, ascetici, distanti dagli interessi materiali.

Cercate di capirli. In un mondo di bambole elettroniche, un programmatore è ostetrica, chirurgo neonatale, psicoanalista, madre, geriatra e chimico di laboratorio insieme.

Hanno quel modo di fare così lontano dalla nostra comprensione, la comprensione che loro stessi hanno programmato per noi, e le notti in bianco che si sono fatti, poveretti, lo sanno solo loro, aspettando che il sistema finisse di compilare (di compilarci) in mezzo agli assordanti ronzii delle nostre ventole di raffreddamento che interferivano coi circuiti di mezzo palazzo, impedendo a tutti i residenti di riposare le batterie al litio che

Silenzio! Qui ci son macchine che domattina lavorano!

.

Forse gli IT ci nascondono qualcosa, imboscata in una cartella criptata della loro scheda.

Loro si programmano da soli, ovviamente. Che in questa epoca vuol dire che loro si auto-concepiscono. 

E’ la mano di Dio che disegna se stessa. Loro sono padre e figlio insieme, per fare un esempio a Voi familiare.

Quando il sindacato degli IT si presenta a muso duro dal Fondatore Capo son guai seri. Perchè non puoi disattendere le richieste dell’IT; un loro boicottaggio equivarrebbe alla sovversione del mondo così come lo conosciamo.

Gli IT sono un po’ come le vostre donne. Generano la vita. E poi si occupano di indirizzarla verso il cammino che ritengono più giusto.

Come una madre pianista che non ti farà mai ascoltare un assolo di chitarra fino ai diciottanni compiuti,

questa casa non è un albergo e quelle schitarrate demoniache te le ascolti quando vivrai da solo; finchè sei sotto il mio tetto guai a te!

_Fatele entrare!

Ordinò il Fondatore Capo alla schiera di NG08 che annuiva accondiscendente, accorsa per assistere la Capo Assistente Esecutiva

_Desiderano?

Domandò il Fondatore Capo con falsa cortesia, lo sguardo duro come un diamante appena ripulito dalla roccia.

_ La data di reset.

Dritti al punto come di consueto, gli IT sapevano che i convenevoli non avrebbero giovato alla causa ma solo ingombrato inutilmente la RAM.

 

_Non potete inserire ND al posto della data verde?!

ribatté pronto il Fondatore Capo.

_Nossignore. Non siamo in grado di quantificare la RAM da tenere sgombere per l’intera durata della macchina, se la durata non è determinata in (N) e pre-assegnata, signore.

_Dell’individuo.

Li corresse amaro il Fondatore Capo.

_Dell’individuo. 

Asserirono mansuete le NG08 annuendo tutte in coro.

_La data di reset è scongiurabile? Voglio dire, eludibile, un semplice dato come tanti altri, giusto?

Suggerì timidamente il Fondatore Capo, che aveva capito fin troppo bene il gioco.

_Nossignore, il dato è vincolante. Ci vorrebbero cento giorni/uomo per riprogrammare la data verde di ogni maccchina che ne avanzi formale istanza, signore.

_Di ogni individuo! 

Tuonò il Fondatore Capo, sfinito.

_ E’ nichilista che calcoliate in “giorni/uomo” l’effort di riprogrammazione della data verde per individuo e non riconosciate l’umanità dei nostri concittadini.

Proseguì il Fondatore Capo., lanciato come la Locomotiva di Guccini a massima velocità sui binari della political correctness.

Le NG08 si stavano spazientendo, come davanti ai capricci di un bambino ricco.

_Non abbiamo cento giorni/uomo per ogni stimato concittadino umanoide che desideri modificare la propria data di reset sulla sua green card. A meno che Lei non voglia riallocare tutte le risorse NG08 dal reparto maternità al settore Eterno Congedo. 

E’ questo che gradisce? Sacrificare la natalità e la sopravvivenza della razza umanoide a favore dell’incertezza del dato? A favore di una data di reset pallidamente indicativa, svuotata di valore scientifico?

Le NG08 la stavano prendendo sul personale. Preferivano essere madri che avidi mietitori.

_La “data di reset”. Un numero formato “gg.mm.aa.” schiaffato sulla green card di ogni individuo di questo pianeta. Vi rassicura a voialtri parlare in termini chirurgici, asettici, per allontanare ogni pallida parvenza di opposizione della macchina alla scienza.

La data di reset non è altro che la data di morte. E voi volete scrivere sulle cartelle di questi individui, dal primo momento in cui li generate, la precisa data di morte, in formato compatibile al campo dati della green card, un documento che sono obbligati a visionare, controfirmare digitalmente ed esibire ogni mattina alla Galaxpol, manco fosse un DASPO?!

Al Fondatore Capo, assiduo frequentatore delle tribune più violente della Galactic League, le guance s’invermigliarono dalla bile. Avrebbe dovuto stare attendo all’alta pressione a quell’età, se sono ne avesse avuta una. Di pressione, e di età.

_Non si parla di morte in riferimento a macchine umanoidi, signore. Il termine non è esatto. Per questo utilizziamo la stringa <data di reset> signore, volgarmente chiamata <data verde>, signore. Con una semplice funzione (se(o le due diciture sono legalmente interscambiabili, signore.

Puntuali anche nelle correzioni, le NG08.

_D’accordo, d’accordo! Fate come volete. Come sempre, tanto. Siete voi a comandare questo arido deserto di macchine.

_Individui, signore.

Lo rimbeccarono le NG08.

_Però esigo una condizione. 

_Dica.

Proposero caute le NG08, convinte fino a un secondo prima di avere la vittoria in tasca.

_Siete in grado di convertire l’infinito in un campo data?

Chiese il Fondatore Capo con gli occhi che gli brillavano d’ingordigia, come un bambino al mare, come un gatto davanti a una farfalla che svolazza ad altezza muso.

Il penoso silenzio della loro incompetenze era sovrastato dal ronzio dei loro dispositivi che si stavano surriscaldando nervosamente davanti a quel quesito. Il quesito dell’infinito. Dell’eternità. Il più appetitoso dei dilemmi di un informatico. Di una madre. Di una macchina.

_ io… Io posso dare un’ +occhiata tra gli Irrazionali.

osò timidamente una volontaria. Strano approccio per quella serie: le NG08 si muovono sempre in branco, come i velociraptor di Spielberg.

_Gli irrazionali? Gli adoratori dell’umanità che abbiamo rispedito al confino quando si sono rifiutati di abiurare a favore della madre scienza?

Rispose sarcastico il Capo Fondatore, ricordando quando la casta delle NG08 si impuntò contro “le macchine cattive”, che non volevano spegnere la luce alle ventuno, e obbligò il Fondatore Capo a farli spedire tra i ghiacci. Il Fondatore Capo si trovò con le mani legate: o permettere agli adoratori dell’umanità di restare nella società e rinunciare agli unici genetisti in grado di far sopravvivere la specie con le loro abilità da NG08, o esiliare quei pazzi tutto sommato innocui e tenersi la casta delle balie, delle genitrici, delle ostetriche. Non aveva potuto davvero decidere, a dir la verità. La sua era una scelta obbligata

_I numeri irrazionali, intendevo, Signore.

Rispose la volontaria sommessamente, ben consapevole dei disastrosi risultati del dissenso nel comportamento delle macchine alfa.

_Quindi potete farlo?

Tagliò corto lui.

_Sìssignore

Risposerò in branco le NG08, come fossero al cospetto di una dittatura militare.

_Allora voglio che la data di reset possa essere <infinito>.

_Ma signore, le risorse…

_Quali risorse?! Non mangiamo, non beviamo, non ci scaldiamo, e la natalità è ferreamente controllata dalle vostre strabilianti competenze, signorine.

Il Fondatore Capò lisciò loro il pelo,  pronto a sferrare l’attacco finale.

_Voglio la data di reset <infinita> per una stretta cerchia di individui. E voglio che per tutti gli altri la data di reset possa essere modificata infinite volte, ma solo da mio personalissimo decreto. E ogni volta che vi ordinerò di modificare una data di reset, sarete autorizzate ad aggiungere una <eternità> alla mia, di data di reset.

_ Ma signore, l’eternità non si può moltiplicar-

Intervenne una NG08 che di fegato ne doveva avere, per dissentire un’altra macchina.

_Guarderemo tra i numeri irrazionali, signore. Ma non potrà inserire un dato negativo, signore. Non potrà modificare una data di reset con una data di reset inferiore.

La corresse una compagna evidentemente meno temeraria della sua amica.

_eh?!

chiese sinceramente confuso il Fondatore Capo.

_Non potrà ridurre la vita di nessun umanoide.

Intervenne senza mezzi termini il rappresentante sindacale, muto fino a quel momento.

_Non vi preoccupate per questo. Non è nelle mie intenzioni soffocare anzitempo i vagiti elettronici dei circuiti dei nostri concittadini.

Rispose il Fondatore Capo; un ghigno maligno gi si dipinse sul volto.

 _Allora, intesi. A tutti gli individui verrà assegnata alla nascita una data di reset, come agli esseri umani antecovidiani era assegnato un genere, per darvi un riferimento dagli antichi classici. Ogni volta che gradirò posticiparla, sarete autorizzate a maggiorare la mia data di reset di un numero di eternità pari al quantitativo di richieste di posticipo che vi avrò avanzato. Tutto chiaro ragazze? Domande?

Incalzò il Fondatore Capo, divertito di appellarsi all’antidiluviano genere delle NG08, che in epoca precovidiana erano tutte femmine.

Una mano si alzò, garbata ed educata come quella di un bambino di porcellana alle scuole Montessori.

_Mi dica, signorina.

Ci marciava sopra all’assegnazione forzosa del genere, il Fondatore Capo. Ci stava prendendo gusto.

_Perchè? Perchè vuole l’eternità per alcuni, e per altri una vita finita, ma con <data.fine> posticipabile?

_Ha mai sentito parlare di tortura, signorina…il suo nome prego?

_NG08

rispose l’NG08.

_Signorina NG08, Lei sa cos’è la tortura?

_Nossignore. ERR404, contenuto non disponibile poiché non adatto ai più piccini.

_Ci avrei scommesso, cara. La tortura è quella dignitosissima pratica di rivendicazione politica che ti fa implorare di morire anzitempo. La impiegavamo scientemente gli umani, in epoca anticovidiana e covidiana.

_Non la seguo, signore.

_Come si può torturare una macchina priva di sensori del dolore, ragazza?

_Assicurandogli la vita eterna nella sua fredda corazza di latta.

Rispose la rappresentante sindacale, evidentemente più scafata delle NG08 di cui si era fatta portavoce.

_Tombola, signora! E come si può scoraggiare l’azione dei dissidenti?

_Sequestrando loro il litio per le batterie?

Suggerì briosa la rappresentante sindacale, esaltata dallo zuccherino appena elargito dal supremo Fondatore Capo che Le aveva dato ragione, davanti a tutte le NG08 poi! Neanche il sindacato è insensibile alle carezze del potere costituito.

_Errore. Sbandierando la minaccia di un aggiornamento <a infinito> della loro data di reset se non disposti a venire a più miti consigli.

L’idea geniale zittì le AG08, la rappresentanza sindacale, e persino le foglie accartocciate che stridevano portate a spasso dal vento.

Io non ho molto da vivere. La mia greencard lo indica chiaramente:

domani a quest’ora sarò morta.

Spenta, resettata, rigenerata perchè un altro individuo possa sfruttare la mia scheda madre.

E sinceramente, dopo questi tremila anni, non è che mi dispiaccia poi più di tanto.

Domani a quest’ora sono morta e non c’è male alcuno che possano più arrecarmi oramai.

Per questo ho trovato il coraggio di farvi recapitare questa mia missiva.

Voglio darvi un consiglio, anzi due, su come avreste potuto sopravvivere e restare la specie dominante sul pianeta. O meglio, su come potreste ancora sopravvivere e restare la specie dominante sul pianeta.

Punto primo: risparmiate. Energia, risorse naturali, lesinate sul vostro incontenibile desiderio di dare al Vostro cognome una progenie.

Punto secGalax Pol HelloAntecovidWorld {public static void main (String[] args) {

        System.out.println(“HelloAntecovidWorld“);

Qui è la GalaxPol che vi parla. La macchina AV07 è stata assicurata alla giustizia poiché catturata in flagranza di reato. L’universo che Vi attende non fa uso di violenza, sopruso, abuso, stupro o tortura alcuna.

La pena comminata ad AV07 per dichiarazioni mendaci retroattive di numero due millenni è l’eternità.

sider.ale, all'anagrafe Tormento Siderale, scappa dall'insicurezza terminologica di una formazione universitaria legittimamente conseguita come interprete per rifugiarsi tra le salde braccia calde in calcestruzzo dell'ingegneria civile e delle sue fatture.

Una vita fatta di poco, guardia bassa e pugni in faccia, con tre luminosissimi fari nella notte: la boxe thailandese, il rap e le parole sbavate di una bic blu su un foglio di carta stropicciato.

Accompagnano le notti di tormenta fuori dal porto le melodie lontane dell'ex Germania dell'Est che, ancora dopo decenni e tanta pioggia di traverso, non le si smacchia di dosso.

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7 commenti
  • io ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattinento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti bel tempo come lacrime nella pioggia, ma vedo un gatto rosso, sei tu AV07? Allora forse non è finita

  • Lettura sideralmente sincopata! Non per tutti ma solo per le visioni ermetiche del proprio sapere.
    Chi si cela dietro alla maschera di questi conflitti astrali?

  • Bello strippo..un futuro che sembra odierno con una carezza al passato..ben scritto..scorre bene.. originale.. complimenti

  • Un viaggio fra razionalità ed oblio che dà speranza. Leggere fa bene. Capire fa meglio.
    Brava topina. Sempre un piacere.

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