MUSE – Il gruppo rock più eclettico degli ultimi 30 anni – Cap. 5

Storia (ancora in evoluzione) della mia ossessione musicale

Di più di più sempre di più! – The Resistance

Che bello è guardare e ascoltare i Muse e poter dire: “esagerano sempre un sacco, ma quanto lo fanno bene?! ” A proposito di esagerazione, non vi avevo ancora parlato del loro record da Guinness dei Primati: la band, e in particolare Matt Bellamy, ha sfasciato ben 140 chitarre durante l’intero tour mondiale di Absolution nel 2004!

Ma tralasciando episodi da sfasciastrumenti, ecco ciò di cui voglio parlarvi in questo capitolo cari rockers: l’esagerazione dei nostri Muse, soprattutto in ambito musicale(ma anche per quanto riguarda i live, dove non si sono mai risparmiati). Vediamo insieme in quale altro viaggio si sono lanciati i “tre del Devon” e quanto hanno esagerato con “The Resistance”, album che arriva nel 2009 nel pieno del loro successo mondiale (riconosciuto anche con un Grammy).

Copertina…dalle mille sfaccettature

Colore. Tantissimo colore tra esagoni che creano una sorta di sfera celeste e questo “Yellow brick road” di EltonJonhniana memoria al centro della scena. Siamo di fronte ad un altro lavoro piuttosto concettuale: è bello, è caotico, è metaforico, proprio da Muse. Riflette la scala epica della musica classica che ritroviamo in tutto l’album, con un’immagine che suggerisce l’idea di lasciare il pianeta per elevarsi oltre le difficoltà. L’arco creato intorno alla figura umana ricorda un teatro o un’arena, suggerendo che la lotta per la libertà è un dramma eterno, una performance.

L’artwork della copertina cattura in sostanza tutti i temi dell’album: resistenza contro l’autorità, l’oppressione politica, la manipolazione dei media e la ricerca di una propria individualità in un mondo controllato (la forma esagonale dei pannelli colorati ricordano un po’ un effetto pixel anni ’80, quindi telecamere e schermi di sorveglianza). Il piccolo essere umano deve trovare il coraggio di lottare per arrivare alla verità, a quel vero mondo esterno che si intravede dalle crepe.

Uprising – Pronti…rivolta….via!

Visto il periodo di feste (AUGURI A TUTTI!) ecco una bella versione live di fine 2009 da Top of the Pops!

L’album apre con un riff che potrebbe svegliare animali in letargo. “Uprising” è il manifesto politico del disco. Il testo parla di un popolo manipolato da élite invisibili che controllano economia, informazione e potere. La mancanza di riferimenti è voluto: il “nemico” è sistemico, non una singola persona. They’ll try to push drugs that keep us all dumbed down” – Cercheranno di somministrarci droghe per tenerci tutti inebetiti -.

Bellamy quindi non propone una rivoluzione violenta, ma un risveglio collettivo. Il messaggio è: finché crediamo alle bugie, il sistema funziona. Quando smettiamo di farlo, tutto crolla. Il ritmo marziale rafforza l’idea di marcia collettiva: non sei solo, sei parte di qualcosa di più grande. “So come on! They will not force us, They will stop degrating us, They will not control us, we will be victorious!” – Quindi forza! Loro non ci obbligheranno, Loro smetteranno di degradarci, Loro non ci controlleranno, Noi saremo vittoriosi! -.

Che bello vedere come con lo stesso spirito abbiano voluto affrontare questa ospitata in Italia a “Quelli che…il calcio” : non volersi piegare al volere televisivo di esibirsi in playback e quindi…..scambiarsi i ruoli per una performance tutta da ridere!
Resistance – L’amore come atto ribelle

Ed eccoci quindi alla title track: “Resistance”. Qui Matt si è detto letteralmente ispirato da 1984, scegliendo di raccontarci l’amore come la forma ultima di ribellione politica. Il bacio qui è un atto rivoluzionario: dobbiamo immaginare Winston e Julia (i protagonisti del romanzo di Orwell) innamorarsi non solo perché è romantico… ma perché il Grande Fratello li sta spiando. E allora l’amore diventa un vero e proprio atto di disobbedienza. Bellamy ha detto che questa canzone è praticamente un’ode alla passione che sfida ogni controllo esterno — dal Grande Fratello alla suocera invadente.

Love is our resistance – L’amore è la nostra resistenza They’ll keep us apart, and they won’t stop breaking us down – Ci terranno divisi e non smetterano di indebolirci Hold me – Stringimi Our lips must always be sealed – Le nostre labbra devono sempre essere sigillate If we live a life in fear – Se viviamo una vita nella paura I’ll wait a thousand years – Aspetterò mille anni Just to see you smile again – Solamente per vederti ridere ancora Kill your prayers for love and peace – Smetti di pregare per l’amore e la pace You’ll wake the thought police – Sveglierai la polizia dei pensieri We can’t hide the truth inside – Non possiamo nascondere dentro la verità

Undisclosed Desires: i desideri nascosti dei Muse tra funky e R&B

Quanto si può cambiare l’approccio nei confronti di un amore tormentato nel corso degli anni? Se mettiamo a confronto brani come “Hysteria” di 6 anni prima e Undisclosed Desires (seconda traccia del nostro nuovo album) notiamo subito che nella prima era tanto evidente l’ossessione. La seconda invece è portatrice di un messaggio più maturo: tra uno slap di basso e un beat elettronico accattivante (in molti ci hanno rivisto i Depeche Mode di “Enjoy the Silence”) arriva l’accettazione piena delle cicatrici e dei demoni personali di chi ami. E’ la canzone che rende al meglio il messaggio per cui l’amore vissuto intensamente e pienamente può alleviare dalle pene del mondo esterno, quello che ti affligge e ti controlla.

United States of Eurasia + Collateral Damage – Lotta al potere tra Queen E Chopin

Questo doppio brano è esempio perfetto dell’ecletticità tipica dei Muse: ispirazioni grandiose tra Queen e magnificenza sinfonica, con un effetto drammatico e teatrale creato dal passaggio dall’inizio melodico all’esplosione potente della parte centrale. Rock alternative , atmosfere orientaleggianti ed elettropop si fondono alla perfezione nel prosieguo del viaggio in 1984: Eurasia, Estasia e Oceania in perenne lotta per il dominio del mondo, gli esseri umani succubi di regimi totalitari che tendono ad annullare l’uomo.

(…) We don’t know or care who’s to blame – Non ci importa di chi sia la colpa
But we know that whoever holds the reins – Ma sappiamo che con chiunque tenga le redini
Nothing will change – Nulla cambierà
Our cause has gone insane – La nostra causa è diventata una follia (…)

Per finire Chopin fa da chiosa grandiosa a questo grandioso pezzo: Collateral Damagetra esplosioni e rombi di jet rende comunque meno oppressiva la tematica del brano, in un’atmosfera volutamente teatrale, ma che alla fine risulta come un abbraccio fra i bombardamenti.

Unnatural selection + MK Ultra – 2 facce della stessa idea ma opposte musicalmente

Entrambe queste canzoni, che fanno da anticipazione alla pomposa conclusione orchestrale dell’album, hanno come tema centrale l’oppressione e la ricerca della possibilità di andare oltre il controllo del governo:

Unnatural Selection

(…)They’ll laugh as they watch us fall – Rideranno quando ci vedranno cadere The lucky don’t care at all – Il fortunato non se ne importerà affatto No chance for fate – Nessuna possibilità per il destino It’s unnatural selection – E’ una selezione innaturale I want the truth – Voglio la verità (…)

Ritmo regolare, un riff decisamente pesante lungo tutto il brano e una grande esplosione finale

MK Ultra

Con un chiaro riferimento al programma illegale e clandestino di esperimenti sugli esseri umani, studiato e messo in atto dalla CIA durante gli anni Cinquanta e Sessanta del XX secolo, rappresenta l’urgenza, la paranoia e la pressione psicologica.

Invisible to all – Invisibile a tutti The mind becomes a wall – La mente diventa un muro All of history – Tutta la storia Deleted with one stroke – Cancellata in un colpo

Exogenesis Part I – II – III – Rock e classica nel cuore musicale dell’album

E se i titoli di coda di questa avventura in cui ci si è trovati a combattere contro un sistema oppressivo e dominante fossero accompagnati da una composizione sinfonica di oltre 12 minuti?

“Exogenesis” è un’opera grandiosa, solenne, e riassume le grandi tematiche del disco, in una vera e propria colonna sonora, che mostra tutto il genio del compositore Bellamy nell’abbracciare tutto l’album. “Overture” apre con archi sontuosi e un tono epico, evocando la fine dell’umanità e un senso di disperazione cosmica. In “Cross Pollination” la musica alterna momenti di intensità e quiete, rappresentando il tentativo dell’uomo di redimersi e rinascere altrove. Infine la Parte 3, “Redemption”: parte che offre una chiusura più luminosa e speranzosa, presenta melodie dolci e un crescendo emotivo che simboleggia la rinascita dell’umanità su nuovi confini

E adesso…cosa ci aspetta?

Clasius, Carnot, Clapeyron e Lord Kelvin: nonostante nomi che possono far tornare alla mente studi liceali, non ho intenzione di far partire una discussione sulle “leggi della Termodinamica”. Era solo un modo insolito per introdurvi, cari Musers, al tema del prossimo capitolo dell’Universo Muse. Alla prossima!

Alessio
Autore
Alessio

Nato a Bologna nel 1988, della città ho ereditato la passione per le lasagne e la fede calcistica.Musicalmente eclettico ho all’attivo una cinquantina di concerti in giro per l'Italia. Ex tennista, sono appassionato di sport in generale e di cinema anni '90-2000, amo viaggiare e assaggiare cibo in giro per il mondo.
Adoro la serie Batman di Nolan e i cani (infatti la mia si chiama Harley e non in onore alla moto).

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