137,58.
Scritto così, questo numero dice ben poco. Non è la frequenza in FM di RFA. Non è un errore di battitura alla voce “temperatura corporea” su un referto medico. Non è la velocità media sulla terza corsia in autostrada. Stiamo parlando di kilometri, e più precisamente quelli che costituiscono la Strata Statale 64, detta anche Porrettana.

Quasi 138km di buche, cantieri, curve e rancore. Da Pistoia a Ferrara, passando per Bologna: chiunque abiti o frequenti il nostro appennino conosce bene questa leggendaria via e le creature mitologiche che la popolano. Questa puntata di CMR è proprio dedicata loro. E poiché, si sa, la vita dell’automobilista incazzato non è una passeggiata (letteralmente), sarà anche una puntata all’insegna del politicamente scorretto dove non mancheranno bestemmie creative e parolacce in genere. Perciò alzate il volume e accendete i subwoofer, le prossime canzoni faranno parte della vostra nuova playlist per sopravvivere alla Porrettana! Se invece siete persone ipersensibili, se credete che certe cose non andrebbero scritte o che bisogna portare pazienza con gli altri… smettete di leggere e andate a piedi, che
~cit. "probabilmente la patente l’avete presa con i punti fragola del supermercato."
IL DISTRIBUTORE DI SASSO
Nell’oscurità della notte e nel fitto della nebbia, appare con sobria eleganza al neon e con lo stesso impatto in kilowattora di un casinò a Las Vegas. L’atmosfera è quasi la stessa: tra il deserto del Nevada e i campi semi-arsi della Fontana, non passa poi questa gran differenza. Con tutti i suoi giochi di luce e scritte colorate, fa quasi da punto di interesse, geolocalizzando con uno scarto di qualche km la metà esatta dell’intera SS64. Una volta avvistato nel buio, dona quel senso di sicurezza e familiarità. Avvistato di giorno, perde parte della sua poesia, specialmente durante gli orari del “servito”, ovvero quando l’automobilista incazzato si trova a dover fare affidamento a tutte le sue capacità di guida sportiva nell’improvvisare chicane che Monza, Silverstone e Suzuka spostatevi proprio.
~cit. “brutto stronzo, non provare a buttarti che la precedenza ce l’ho io.”
GENITORI IN TRIPLA FILA PER ACCOMPAGNARE I PARGOLI A SCUOLA
Tutto ciò che si poteva dire è già stato detto da svariati comici e stand-up comedian che hanno utilizzato questa piaga sociale per i lori siparietti. Ciò a cui (forse) non hanno mai pensato però, è l’abbinamento a questo fenomeno antropologicamente discutibile a una colonna sonora. Ovviamente molto rock e con un tasso di dark humor quasi discutibile. Tornano in nostro aiuto quei simpaticoni dei Rammstein, con un brano chiamato “carne bianca” e no, non stanno parlando con l’addetto al banco macelleria. Il link alla canzone ve lo lascio, ma la traduzione dovrete cercarvela da soli.
~Cit. “tienilo per mano quel bambino prima che te lo asfalti, ti sei pure riprodotto, razza di deficiente.”
QUELLO CHE STA IN MEZZO

Personaggio appassionato di videogame, segue imperterrito la riga di mezzeria come fosse la scia della Ghost Car in Gran Turismo. Da non confondere con “il vecchio col cappello”, “quello che sta in mezzo” è un maestro zen travestito da automobilista: la sua missione è quella di portarti al limite della sopportazione sbloccando nuovi livelli di calma interiore. Accelera sui tratti dritti, frena in prossimità di ogni curva o appena vede sopraggiungere altre macchine dalla corsia opposta, ogni tanto – per testare il livello di attenzione di chi gli sta al seguito – sbanda come un piccione con la labirintite.
Gli unici momenti in cui si fa da parte è in prossimità di tornanti o quando poco più avanti c’è un posto di blocco. L’unica cosa che riesca realmente a sbloccare è una notevole inventiva in fatto di insulti. Non solo: se per una rara congiunzione astrale riuscite a sorpassarlo, si offende pure! E’ a questo punto che lo si può vedere dallo specchietto retrovisore mentre esprime tutto il suo disappunto al passeggiero accanto a lui, più basso del sedile e di cui, fino a quel momento, avevate ignorato l’esistenza.
~Cit. “ma come cazzo guidi, cavati, imbecille!”
PEDONI CHE FANNO COSE
Tutti gli automobilisti sono pedoni. Non tutti i pedoni sono automobilisti. E questi ultimi fanno parte della categoria “Pedoni che fanno cose” che tra le varie include:
- il pedone suicida: posseduto dallo spirito di un lemming, non si cura di dove sta andando, nè della presenza di veicoli in movimento. Non controlla nemmeno di attraversare sulle strisce, forte della sua presunzione “tanto se mi stirano, mi pagano”;
- il pedone in crisi d’identità: in un parallelo scacchistico, lui si sente alfiere. Non attraversa seguendo una linea trasversale al senso di marcia, preferisce raggiungere la sua meta scegliendo un percorso in obliquo. Maestro dell’ipotenusa, disprezza i cateti perché non ha tempo da perdere, lui. Il pedone che non deve chiedere mai;
- il pedone al pascolo: detto anche pedone capriolo. Si incanta a fissare i fari dell’auto mentre aspettate pazientemente che si decida ad attraversare, creando uno stallo alla messicana tra lui, voi e l’automobilista (a questo punto, incazzato pure lui) dell’altra corsia. Ripresosi dalla momentanea trance alogena; il pedone al pascolo alza timidamente la mano in un gesto di ringraziamento/saluto/scuse, in preda ad un attacco improvviso di atletismo scatta in una mini corsetta destinata a fallire dopo appena 2 o 3 falcate e, finalmente, va.
~Cit. “daiiiii suuu, muoviti almeno, coglione!”
L’ACLUFOBICO
Parente stretto di “quello che sta in mezzo”, assume il comportamento tipico di quest’ultimo dopo il crepuscolo e/o non appena entra in galleria. Il buio lo spaventa, lo destabilizza. Soffre di una momentanea perdita delle facoltà di guida che recupera miracolosamente durante le ore diurne o all’uscita del tunnel.
~Cit. “ma vaffanculo te e i tuoi abbaglianti.”
IL VECCHIO COL CAPPELLO
Status: creatura leggendaria.
Mezzo: vecchia panda 4×4 verdina o bianca.
Livello pericolosità stradale: letale.
Alimentazione (del vecchio, non della panda): spuma, bianchino, caffè corretto sambuca.
Probabilità di incontro: direttamente proporzionale alla fretta di arrivare a destinazione.

Il vecchio col cappello non ha bisogno di presentazioni. Chiunque ha avuto a che fare con lui almeno una volta, in questa vita o in quelle passate. Papiri dell’antico Egitto citano la presenza di un vecchio carrettiere col fez che intasava le vie del mercato di Alessandria. Cronache mesopotamiche narrano la leggenda di un cornac col turbante a rallentare il traffico sulla via della seta. Insomma, un vampiro nella storia della viabilità. Non lo si può superare poiché il vecchio col cappello cercherà di impedirlo con tutte le sue forze. Si può solo sperare che svolti, normalmente su una strada secondaria non asfaltata. Altro barlume di speranza può essere dato dalla vicinanza a un ufficio postale o di un bar/trattoria/alimentari.
~Cit. “chi cazzo è che continua a rinnovare la patente a sti vecchi di merda?”
BONUS TRACK: MOVIERE BALLERINO
Probabilmente l’unica figura positiva in tutto ciò assieme alle famigliole di cerbiatti e fagiani che corrono in mezzo ai prati. Nella sua sobria uniforme arancio ANAS, zompetta e balla su ritmi tutti suoi, non curante di freddo, nebbia, vento o pioggia. Che sia su un ritmo funk degli Earth, Wind & Fire, la sigla dei Puffi o un pogo sulle note dei Limp Bizkit, i suoi balletti si sposano perfettamente con qualunque cosa l’automobilista stia ascoltando in quel momento. La bonus track di oggi quindi, cari automobilisti incazzati, la scegliete voi!





