“Novembre. Il mondo è stanco, l’anno è vecchio, le foglie sbiadite sono liete di morire…” Così parlò Sara Teasdale, poetessa statunitense, infondendo una dose massiccia di ottimismo e voglia di vivere a chi la mattina si ritrova a dover sbrinare il parabrezza dell’auto e a fare i conti con il buio che arriva alle 5 del pomeriggio. Roba che notte polare e sole di mezzanotte*, spostatevi proprio.

Ma a risollevarvi l’umore in queste fredde e buie giornate, in attesa dei vari Black Friday e del completo scongelamento di Mariah Carey e Michael Bublé, ci siamo noi e le Cose Molto Rock in questa versione autunno/inverno con sciarpina (perché si sa, passata una certa età gli attacchi di cervicale sono dietro l’angolo). Non parleremo di treni impazziti, figli fortunati o di dare nomi sbagliati all’amore. Preferiamo invece prendercela comoda e con tranquillità. L’abbiamo già detto, fuori è freddo e con questo clima è normale sentirsi addosso un po’ di..
Pigrizia
“Sono un pigrone. Mi alzerò? Mai!” Beato Alex Kapranos dei Franz Ferdinand che, alla faccia nostra, se la canta e se la gode beatamente a letto, probabilmente sotto a un bel piumone. Lazy Boy è un inno alla pigrizia, dalla linea di basso che sembra fare da sottofondo musicale a quando ci si sveglia nel bel mezzo della notte per andare in bagno. Ed è qui che parte l’annoso dilemma : alzarsi o cercare di resistere? Restare nel nido comfortoso del letto o affrontare le gelide piastrelle del pavimento? Continuando ad ascoltare la canzone, mi piace pensare che alla fine lo stimolo fisico alla fine vinca sulla resistenza mentale, ma sapete cosa? L’assolo da proprio l’idea di una faccia furbetta, di idea “malsana”, del diavoletto che spunta sulla spalla e sussurra “già che ti sei dovuto alzare, perché non andare a vedere cosa c’è in cucina da sgranocchiare?”.
Ma c’è pigrizia e pigrizia. Immaginate di girare come trottole per tutta la settimana: lunedì mattina al lavoro, in biciletta di mercoledì, corso di pittura al Louvre il venerdì… chi non vorrebbe dedicare almeno la domenica pomeriggio al dolce far niente?
Febbre
Influenza, raffreddore e malanni vari sono tipici di questa stagione. Ma non tutto il male viene per nuocere. C’è chi ha usato la polmonite come un allegro (!?) paragone alla febbre da ballo del boogie woogie.
La febbre, intesa come sensazione di ottundimento e malessere emotivo, nel mondo del rock è spesso usata come metafora per elaborare eventi personali stressanti, come nel caso delle febbre dei Black Keys dove il cantante affronta la genesi del suo divorzio.
Altra percezione che a volte si tende a sperimentare quando il termometro segna più di 37,5° è quella che tutto scorra in maniera diversa. Come se ci trovassimo al cinema e fossimo spettatori, non attori, della vita quotidiana. Questo sorta di stato d’animo è ben descritto dagli U2 in una canzone che, guarda caso, ci ricorda anche l’importanza dell’assunzione di vitamina C: Lemon. Attenzione a non confondere il frutto con l’albero dei Fool’s Garden. Lasciate in cantinetta il limoncello, perché in questo caso si parla di struggimento d’amore, e a questo proposito..
Pioggia
Non poteva non essere menzionata. Probabilmente la canzone dal titolo più “novembroso” di sempre. Un’intera orchestra sinfonica impiegata durante la registrazione in studio. Riff iniziale di pianoforte rimasto in attesa per quasi un decennio prima di vedere finalmente la luce. La realizzazione del video musicale ha richiesto più di 1,5 milioni di dollari. 9 minuti di canzone, nemica assoluta delle rotazioni radiofoniche dove, matematicamente, viene tagliata la parte finale con l’assolo di chitarra. November rain dei GnR parla della fine di una relazione sentimentale paragonando dolore e tristezza alla pioggia di novembre.
Inverno
E’ vero, siamo ancora ufficialmente in autunno, ma specialmente in montagna l’aria frizzante dell’inverno si fa già sentire, assieme all’odore di camino e caldarroste. Proprio la gente di montagna sa riconoscere anche il cosiddetto “cielo da neve”. Per chi è “della bassa”, si tratta di quel particolare fenomeno atmosferico in cui il cielo assume la sfumatura cromatica del bianco perlaceo. Niente grigio. Nessuna nuvola minacciosa. Semplicemente, in questo periodo, “le foglie sono marroni e il cielo ha l’ombra nebbiosa dell’inverno“. Lo cantano per primi Simon & Garfunkel, ma questa atmosfera e i suoi cimbali inziali sono piaciuti talmente tanto che sono diverse le rockstar ad essersi cimentate in una cover di questo brano. Noi, vi lasciamo all’ascolto di quella dei The Beautiful Distortion.
Snowboard
Adrenalina, velocità, cadute. Gli sport invernali, forse più degli altri, hanno in comune questi 3 elementi. Se escludiamo curling e sci di fondo (che, per carità, sport bellissimi, ma dal basso contenuto rock); slalom, skeleton, bob, o un fuori pista – per chi è capace – sono attività in grado di dare un forte senso di libertà. Ci parlano di miglioramento, di sfidare i propri i limiti ma anche di saper accettare le sconfitte con spirito sportivo i Guano Apes con Lord of the Boards, il signore delle tavole, canzone dedicata proprio allo snowboard.
Per i meno scatenati, potremmo proporre una bella battaglia a palle di..
Neve
Immaginate di essere in qualche villaggetto alpino, magari in occasione dei mercatini. State passeggiando con in mano una tazza di bombardino o di cioccolata calda quando, all’improvviso, venite colpiti da una palla di neve. Sconcerto. Stupore. Bevanda rovinosamente finita sul cappotto e conseguenti invocazioni creative. Si sono sentiti così anche gli ACDC in “Snowballed”
Sebbene anche nello slang inglese la parola neve venga utilizzata per indicare la cocaina, ad eccezione di Eric Clapton che preferisce non usare tanti giri di parole, noi prediligiamo l’interpretazione di resilienza e nuovi inizi come suggeriscono i RHCP in Snow.
Come vi sentite, cari lettori di CMR? Ancora più infreddoliti o siamo riusciti a riscaldarvi? In attesa di un nuovo capitolo del nostro dizionario, non dimenticate berretto e sciarpina!
*AhaaaahaaaaaHAAAAAAAA! Veniamo dalle terra del ghiaccio e delle neve, dal sole di mezzanotte dove fluiscono le sorgenti calde. Ma questa canzone non fa venire voglia anche a voi di imbarcarvi su una drakkar e andare a conquistare qualche landa sconosciuta?





Madòòòòòò Lemon!!! Cosa mi hai fatto tornare in mente!!!
Bellissima rubrica Letizia! La sto leggendo, ma in realtà è come se l’ascoltassi in una qualche maniera, durante le pause dello smart-working.
Aspetto già il prossimo giro!