ITACÀ Migranti e Viaggiatori – Il Festival del Turismo Responsabile fa tappa in Appennino

Inaugura sabato 19 giugno a Marzabotto la tappa bolognese del “tour” dell’evento dedicato al turismo responsabile.

Tra le 16 regioni che accolgono le 25 tappe dell’edizione 2021 di IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile, non poteva mancare l’Emilia Romagna, con la cosiddetta ‘tappa madre bolognese’ del festival: si tratta infatti di una tappa fondamentale, poiché IT.A.CÀ nasce proprio in questo territorio ben 13 anni fa con l’obiettivo, tra gli altri, di contribuire attraverso proposte e azioni concrete, ad un ripensamento dell’intero settore turistico, orientato allo sviluppo sostenibile dei territori e al rispetto delle comunità ospitanti, e sempre più accessibile e inclusivo.

La Tappa di Bologna, oltre che tenersi nella città felsinea, si svolge in territori che travalicano i confini cittadini, spaziando dalle pianure agli appennini, includendo periferie e luoghi ‘differenti’ anche all’interno della stessa città. E come tutte le Tappe, anche questa ha scelto di raccontare a suo modo il tema 2021 del festival: ‘Diritto di Respirare’.

Vediamo quali saranno le tappe che interesseranno i territori della nostra montagna:

Si parte con Marzabotto, sabato 19 e domenica 20 giugno, che accoglierà i viaggiatori con un itinerario che tocca la Valle del Reno (il sabato), alla scoperta delle comunità rurali – culminante nella serata con lo spettacolo di musica e danza dell’Appennino bolognese – per arrivare ai percorsi nella sacralità di Monte Sole (la domenica), attraverso nuovi e antichi itinerari che si snodano tra storia e natura. La particolarità di questa mini-tappa è nella proposta ‘pacchetto completo’ che viene offerta ai viaggiatori, che in un momento di ripartenza del turismo come questa, offre un modo nuovo e altamente immersivo per apprezzare appieno il vero respiro dell’Appennino.

La Tappa Bolognese proseguirà nel nostro appennino anche per alcune date del mese di luglio :
Sabato 2 luglio e domenica 3 luglio, San Benedetto Val di Sambro: il viaggio ‘La retta è per chi ha fretta – Dentro e fuori la via degli Dei – Vol.1’ è un’esperienza multisensoriale tra boschi e borghi per conoscere anche le comunità locali. Qui torna la formula ‘all inclusive’ che trasporta per due giorni il viaggiatore al centro della natura e della storia di quei luoghi spesso poco noti e ancora poco esplorati.

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Sabato 10 luglio tra Idice e Monterenzio: un’intera giornata dedicata al ‘respiro delle vie’, ovvero un itinerario in bicicletta che guiderà i partecipanti nel percorso di Natura World, con pomeriggio al parco acquatico del Villaggio della Salute Più.

Domenica 11 luglio a Monghidoro: un itinerario a piedi per conoscere la tradizione montanara e i suoi sapori. Si tratta della formula ‘La retta è per chi ha fretta -Dentro e fuori la via degli Dei – Vol.2’, una giornata full immersion nell’Appennino Bolognese con tanto di performance musicale de I Suonatori della Valle del Savena con Placida Staro.

La terza parte de ‘La retta è per chi ha fretta’ sempre nell’Appennino Bolognese, si terrà a Monzuno il 17 luglio, sabato: in questa giornata, all’insegna della multi-sensorialità, i camminatori scopriranno a passo di danza le bellezze di questa parte di Appennino, insieme al duo musicale Fragole e Tempesta e ad Eugenia Marzi, danzatrice e guida escursionistica.

Infine sabato 24 e domenica 25 luglio ad Alto Reno Terme, ultima tappa bolognese di luglio del festival: una due giorni immersiva per conoscere le comunità che hanno scelto di restare in luoghi dove è la natura a scandire le giornate, un itinerario a piedi alla scoperta dei posti più suggestivi dell’Appennino a cavallo del fiume.

Tutti gli eventi si tengono nel pieno rispetto delle norme anti-Covid19

Autore
Donato

Di lui si sa poco.
Dicono si aggiri per gli studi di RFA dal lontano 2009, e che sia possibile ancora oggi vederlo aggirarsi sui palchi durante gli eventi live. Qualcuno giura addirittura di averlo sentito parlare ad un microfono o di averlo visto mentre intervistava qualche torvo personaggio.
Noi sappiamo solo che si chiama Donato, e che a volte gli piace usare il pluralis maiestatis per parlare di se.

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