CLOSE UP: Film in sala dal 07/04

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Close Up è l’appuntamento che si occupa, settimana dopo settimana, di regalarvi qualche spunto in più, per meglio orientarsi nelle innumerevoli uscite cinematografiche del fine settimana. Ovviamente visto il numero spropositato di pellicole in sala, ci occuperemo delle principali. Vado? Allora via, Veloce come il vento.

Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio è il prequel autorizzato, ma non necessario, di quel Biancaneve e il Cacciatore che qualche anno fa dava il via ad una deprecabile tendenza da parte di Hollywood a portare in sala una versione live action delle fiabe più celeberrime. Sorvolando sulla legittimità dell’iniziativa, personalmente la trovo aberrante a meno che non nasca dalla precisa visione di un autore, è impossibile non notare la pigrizia di certo cinema, incapace di creare qualcosa di nuovo ed interessante, ma deciso solo a far soldi facili ripescando idee, miti e topoi fin troppo scontati e prevedibili. Il cacciatore e la Regina di Ghiaccio non fa eccezione e ripescando la splendida Charlize Theron nel ruolo della famigerata sovrana e affiancandola al buon Thor (Chris Hemsworth) nel ruolo del palestrato cacciatore, promette duelli già visti e magie piuttosto stantie. So che se avete una figlia vi toccherà portarcela, siamo sulla stessa barca, ma poi non dite che non vi avevo avvertito… Dimenticavo, dirige Cedric Nicolas Troyan, che non ho la ben che minima idea di chi diavolo sia.

Il mondo si divide in due: chia ama Sacha Baron Cohen e chi odia Sacha Baron Cohen. Personalmente io lo adoro, ho amato Ali G, ho trovato geniale Borat, un vero spasso Bruno e una satira straordinaria Il Dittatore, quindi se lo chiedete a me, Grimsby – Attenti a quell’altro (titolo italiano ancora una volta pessimo tanto per cambiare) è sicuramente un film da vedere. Mi rendo conto che la comicità del nostro sia spesso oltraggiosa, sopra le righe e alle volte addirittura imbarazzante, eppure i suoi personaggi e il modo in cui prende per i fondelli tutto ciò che lo circonda, trasformando i luoghi comuni in spunti di riflessione e polemica, hanno del sublime. Qui abbiamo due fratelli separati da piccolissimi che si ritrovano dopo troppi anni, peccato che uno sia un cialtrone (Cohen ovviamente) mentre l’altro sia un infallibile agente segreto (il granitico Mark Strong), sicuramente ne vedremo delle belle. La forza della pellicola è tutta nella contrapposizione tra questi due caratteri così diversi e con attitudini altrettanto opposte, un’occasione per divertirsi di gusto, mettendo alla berlina una volta di più la serietà di certo cinema più muscolare e drammatico, trascinandoci in una sarabanda di follia e corroborante nonsense.

Mister Chocolat è un film francese e già questa considerazione dovrebbe farvi drizzare le orecchie. Sono consapevole che in molti non amano i film dei nostri cugini d’oltralpe, eppure è giusto far notare che la Francia produce un cinema tra i più vivi e belli d’Europa. A differenza nostra infatti, che sembriamo esser capaci di produrre solo commedie più o meno pretestuose, banali o dimenticabili (ma qualcosa sta cambiando, vero Jeeg Robot?), i francesi hanno un cinema che spazia dalla commedia al dramma, passando per il noir, l’horror e le pellicole dedicate ai bambini, vero cinema insomma, consapevole una volta di più che il genere è vita. Mister Chocolat è la storia, vera, del primo clown nero e delle sue vicessitudini tra circo, teatro, incomprensione e razzismo, un biopic che racconta una vicenda probabilmente sconosciuta ai più, impreziosita dall’interpretazione del bravo Omar Sy (Quasi Amici). Probabilmente di nicchia e in uscita in poche sale, eppure questo Mister Chocolat è pellicola da scovare e vedere, per imparare ad apprezzare il punto di vista di un cinema europeo ed universale che vi sorprenderà.

Se abbiamo appena decantato le lodi della Francia, con il prossimo film valgono le stesse considerazioni per la Gran Bretagna, terra di grandi poeti e drammaturghi, ottimi attori e registi sognatori. Una notte con la Regina è una pellicola deliziosa che racconta la notte che seguì alla fine della Seconda Guerra Mondiale, nottata in cui tutta l’Inghilterra scese in strada a festeggiare, comprese le due principesse Elizabeth e Margaret, che ovviamente si cacceranno nei guai. Giocato sui toni della commedia, con al centro il classico tema della scoperta del mondo da parte di chi ha sempre vissuto in una torre d’avorio, Una notte con la Regina è la classica pellicola di crescita e formazione, con una nota di frivolezza tipicamente british che di certo non guasta, l’ennesimo esempio di un cinema delicato e a tratti romantico, nella cornice di una vicenda storica potente e convincente. Siete ancora indecisi? Il ruolo di Re Giorgio VI è interpretato da Rupert Everett… Ci vediamo in sala.

Purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista, il mondo è bello perché vario) dopo alcune pellicole interessanti è arrivato il momento di una bella pacchianata fracassona. Victor-La storia segreta del Dottor Frankenstein è il titolo di quello che sembra essere un pasticciaccio brutto senza un motivo ne un vero perchè. Ora, capisco che la storia di Mary Shelley la conoscono anche i marziani, ma si tratta di un vero e proprio archetipo, arrivare a snaturarlo in questo modo indecente ha del crudele e del folle. Il mito di Frankenstein, creatore di un mostruoso Prometeo condannato ad una vita inadeguata di solitudine e dolore, non è intoccabile, però merita decisamente più rispetto di quello che qui sembra essergli riservato. Ridotto ad un canovaccio virato all’action-horror ed interpretato da James McAvoy (X-Men Giorni di un futuro passato) e Daniel Radcliffe (un Harry Potter sempre più determinato a scrollarsi di dosso l’ingombrante fardello del mago di Hogwarts), quest’ennesima trasposizione fracassona e tonitruante degli scritti della Shelley, sembra indecisa su che strada prendere, se attenersi alla classicità o buttare tutto in vacca, introducendo oscure sottotrame dal vago sapor di complottismi militari. A giudicare dal trailer sembra che alla fine prevalga la mucca… Piacerà a tutti coloro che sentono il disperato bisogno di vedere, ad un certo punto di ogni film, esplodere qualcosa. Gli altri, tutti gli altri, possono serenamente astenersi.

Chi scrive odia cordialmente Stefano Accorsi, ritenendolo uno dei grandi bluff del cinema italiano, un attore mediocre che grazie a qualche inspiegabile colpo di fortuna, ha saputo imporsi come punto di riferimento per il nostro debole cinema. Detto ciò, visto che solo i cretini non cambiano mai idea, devo ammettere che questo Veloce come il Vento, non solo mi sembra un gran bel film, cinema di genere sul mondo delle corse d’auto con protagonista una ragazza tosta e tutta d’un pezzo, ma la cosa che mi ha convinto maggiormente è proprio l’interpretazione di Accorsi, brutto, sporco, sdentato e sfortunato fratello della protagonsita, in odor di disgrazia e con una fortissima inflessione romagnola. Veloce come il Vento sembra essere quindi un convincente giro in giostra a metà strada tra il cinema di casa nostra e quello americano, fatto di grandi storie di affermazione e di riscatto, una bella gita in un territorio poco battuto e sicuramente ostile. A Matteo Rovere, regista, vanno i complimenti anche solo per aver provato a portarci con se, mentre ad Accorsi va la gratitudine per aver avuto il coraggio di contaminare il suo personaggio con la sanguigna e cialtronesca genuinità della nostra terra. Consigliato.

Concludo con due documentari imperdibili ed invisibili. Il primo Hitchcock/Truffaut, è dedicato alla celeberrima intervista che il giovane esponente della Nouvelle Vague fece al maestro del brivido, chiacchierata che generò uno dei libri più importanti per i cinefili di tutto il mondo. Il film racconta quel rapporto, quell’amicizia e quel cinema che non tramonterà mai e che ancora oggi è guida e faro per tutti coloro che si avvicinano alla settima arte. Il secondo doc in lista è The Russian Woodpecker-Il complotto di Chernobyl, pellicola sull’ipotesi nient’affatto fantasiosa secondo cui l’incidente nucleare nei pressi di Pryp’jat’ non sia stato casuale, ma probabilmente generato dalla Duga, una gigantesca antenna costruita per captare le comunicazioni occidentali. Ipotesi suggestiva ed inquietante per un film documentario più che affascinante, destinato ad uscire, esattamente come il titolo citato qualche riga più in alto, in un paio di sale e non di più. Per favore, date la caccia a questi titoli e se potete recuperateli, il cinema ve ne sarà grato.

Anche per questa settimana la partita è chiusa, per chi avesse fame di altre recensioni, questo è l’indirizzo del mio blog http://houssymovies.com/

Mentre per tutti coloro cercano disperatamente il titolo di un film di cui ricordate solo alcuni frammenti di trama, provate a contattarmi alla mia pagina facebook https://www.facebook.com/houssypedia/

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