Basket: Fortitudo, niente quiete dopo la tempesta, ma quanto basta per agguantare il derby.

Fortitudo, dove eravamo rimasti? Dopo la vittoria natalizia contro Ferrara con annessa multa per “ripetuti insulti” all’indirizzo del sempre contestatissimo Lestini (lo sport e lo spirito di festa hanno avuto la meglio sulle peripezie estive), sono arrivate due sconfitte: la scoppola teatina (76-67) e la beffa mantovana (77-75).

Seconda partita del girone di ritorno, prima casalinga del 2016: al Paladozza fa visita Imola, assoluta sorpresa del campionato, bramante l’aggancio alla vetta della classifica. A referto non andrà Iannilli, emigrato a Tortona in corso d’opera per divergenze tecnico-relazionali. Sarà sostituito da Valerio Amoroso, tuttavia arruolabile solo a partire dal 18 Gennaio. Il centro, strappato a Caserta, è un potenziale crack per la categoria: bisognerà testare la sua dark side caratteriale.

Scambio di convenevoli tra le due tifoserie storicamente gemellate, poi sul parquet la Effe parte in quarta col tabellone, mal funzionante per tutto il corso del match, che sembra non reggere il ritmo cardiopalmatico dei locali (25 a 3’ dal gong). Il resto lo fanno due triple in fila di Raucci e Quaglia: miglior film di fantascienza dell’anno, non fosse uscito Star Wars. 31-18 e gita in panca.

Boniciolli’s che proseguono a tappe spedite, lambendo vantaggi sull’ordine dei 20. Ticchi si infuria e prende tecnico: dramma, lacerazione. Aufhebung imolese con rientro fino al 46-34 che manda tutti negli spogliatoi.

Fuori dal tunnel. Ci si adagia sugli allori e l’Andrea Costa si appropinqua. A seguire, colpo di reni sino al 61-49 di fine quarto: si respirano brezze che preannunciano cospicui rovesciamenti su Piazza Azzarita.

Tutto nel finale. Imola rientra fino a -7 con sanguinoso sfondamento in campo aperto di Sabatini. Candi e Montano “cestano” 3 punti cada uno. Segue trans agonistica di mcgradyiana memoria di Anderson che, fin lì silente, tuona senza distinzione di distanza e modalità di esecuzione una serie impressionante di “bombe”: 79 pari. Pazzia.
Candi, con un libero, inietta ossigeno nell’ormai deficitaria bombola bianco-blu. Anderson, fulminato, tira un “piccione” in aria e si fa cacciare per fallo il giro successivo. Lotteria di liberi e “saponettata” di De Nicolao nel momento decisivo (83-81). I bianco-rossi avrebbero ugualmente il match-ball per impattare, ma ci si avventa rapace Davide “Simply The Glove” Raucci, che appoggia in contropiede l’86-81 che consegna il derby ai posteri. Passerella finale per l’eroe di giornata e il resto della ciurma.

Niente quiete dopo la, seppur bella, tempesta: dalle gradinate piove una monetina all’indirizzo di coach Ticchi che riporta una vistosa ferita necessitante sutura immediata. Ora si dovrà attendere la sentenza della corte, ricordando che Pesaro, per fatti analoghi, perse uno scudetto. In attesa dell’esito, la Fortitudo rimane la società più multata della Lega, a mani basse. Imola non coglie l’attimo, mentre i bianco-blu riagguantano i play-off.

Nato a Bologna il 19 agosto 1997. Frequento il Liceo linguistico presso l’istituto “Leonardo Da Vinci” di Casalecchio di Reno. Qui, grazie a Sara Carboni e al prof. Andrea Marchi, mi sono avvicinato all’ambiente radiofonico, realizzando esperienze anche per il Centro Giovanile “Blogos” di Casalecchio. Nel 2014, ho collaborato con Radio Città Fujiko. Nel 2015, oltre ad aver partecipato alla rassegna “Politicamente Scorretto”, ho svolto un apprendistato presso Radio Città del Capo. Da piccolo volevo fare l’astronauta o, in alternativa, il pilota di Moto GP. E ora eccomi qua.

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