Basket, Fortitudo-Brescia: il dubbio di Emanuele.

Emanuele vive a Brescia, da sempre. Il cuore, però, complice l’amore per la pallacanestro, le crescentine e qualche amicizia di vecchia data, lo ha a Bologna. Quando può, un salto fuori dalla nebulosa Lombardia lo fa sempre volentieri, spesso proprio in direzione del capoluogo emiliano che, ne convengo, ogni stupido febbraio regala cieli espressivi come un blocchi di ghisa sorda, ma che sa pur sempre offrire brezze di tutt’altro calibro.

Emanuele è uno a posto, e pure in gamba. Amore folle per il suo G7 Spalding coltivato fin dai tempi della culla, vita senza sbalzi eccessivi e i soliti pensieri adolescenziali a frullargli per la testa. Per ovviare ai periodici rovesciamenti elucubrativi, il nostro eroe ricorre a passeggiate riflessive in solitaria: meglio se sulle spiagge di Porto San Giovanni, teatro della sua esotica adolescenza, che nell’operaia Rezzato.

Di amici ne ha. Buoni, ma giusti. Non essendo un tipo superficiale, ha pensato fosse meglio selezionare quelli più adatti, piuttosto che accompagnarsi con discotecari che al sabato sera rimorchierebbero pure le scope del magazzino del locale. Oppure fare buon viso a cattivo gioco con i suoi acuti compagni di classe che, vista la prominente barba che da sempre gli connota il viso, ogni lunedì mattina lo accolgono appellandolo “Isis” con quello spiccato accento padano che lui tanto odia. Fuori dalla cernita rimangono anche i brillanti coetanei che lo canzonano per le sue origini partenopee, quasi la provenienza geografica fosse una colpa.

Questo weekend una tv locale darà in differita Fortitudo, squadra del suo cuore, contro Leonessa Brescia. L’occasione non va persa. Loro (che poi dovrebbe essere un “noi”) ai nastri di partenza senza Holmes, l’Aquila priva dell’ancora icelofanato Amoroso.

Presentazione delle squadre in campo che per un attimo s’arresta e flash-backa a quel 16 giugno 2010 in cui a Forlì “l’abbiamo vinta noi” anche grazie a quel numero 5 ora in casacca bresciana che, all’epoca, ci vantavamo di “avere solo noi”. Grazie Citta.

Palla a due. Letture difensive casalinghe un po’ dislessiche lievitano sin dalle battute iniziali il punteggio, facendo il gioco della più lunga Leonessa. “Tanto siamo più forti e i due punti li portiamo a casa noi”, sentenziarono i suoi amichetti nel pre-partita, senza avere nemmeno troppo torto, sulla carta. In pratica, però, un Quaglia gettato nella mischia più per disperazione che per obblighi di rotazione inanella un 5-0 di contro-break scrivendo 22-23 alla prima sirena.

Secondo quarto che si tramuta ben presto in un brioso 110 in movimento con qualche buco dell’ozono effe-scudato a tenere a galla gli ospiti. Nessuno s’affretta a scappare, nessuno s’adopra ad inseguire e, anzi il chiarir dell’intervallo, il tabellone segna pari 45, senza far torto a nessuno.

Riemersi dal sottoscala del Paladozza e probabilmente galvanizzati dal dolce stil novo boniciolliano, i felsinei stritolano le maglie difensive e fuggono via. Tilt lombardo prolungato: alla terza campanella è 66-54. Emanuele pregusta, ma non s’illude. Anche perché si ricorda che domani alla quarta ha fisica che, nonostante abbia scelto Scienze applicate, gli fa pena.

Regolare come la sveglia che ogni mattina lo caccia giù dal letto alle 7, arriva la controffensiva bresciana traghettata da Juan Fernandez. Il “Lobito” azzanna il cesto altrui da ogni dove e gli ospiti tornano a far paura. Candi (alla fine top-scorer a quota 17) è però bravo a mantenere il sangue freddo, con la faretra oltre l’arco, e ricacciarli più volte a debita distanza. Passato lo spavento, la Effe ritrova la bussola e amministra fino all’ultimo secondo di lezione. Gong sull’ 86-75. Zaino in spalla e tutti a casa.

Nota per il lettore: il 110 è un popolare gioco da campetto che prevede esclusivamente il tiro da tre punti.
Nota per Emanuele: se mai leggerai questo articolo, sappi che Insigne non fa gol. Piuttosto scommetti su Reina.

FORTITUDO ETERNEDILE- LEONESSA BRESCIA 86-75 (Parz: 22-23; 45-45; 66-54; 86-75)
Fortitudo Eternedile: Daniel 15, Quaglia 7, Rovatti, Candi 17, Campogrande, Montano 14, Sorrentino, Raucci 8, Carraretto 3, Flowers 16, Italiano 6. All. Boniciolli
Leonessa Brescia: Passera 3, Fernandez 18, Cittadini 19, Bruttini 6, Alibegovic 9, Speronello, Bolis, Mobio, Totè, Bushati 5, Hollis 11. All. Diana

Nato a Bologna il 19 agosto 1997. Frequento il Liceo linguistico presso l’istituto “Leonardo Da Vinci” di Casalecchio di Reno. Qui, grazie a Sara Carboni e al prof. Andrea Marchi, mi sono avvicinato all’ambiente radiofonico, realizzando esperienze anche per il Centro Giovanile “Blogos” di Casalecchio. Nel 2014, ho collaborato con Radio Città Fujiko. Nel 2015, oltre ad aver partecipato alla rassegna “Politicamente Scorretto”, ho svolto un apprendistato presso Radio Città del Capo. Da piccolo volevo fare l’astronauta o, in alternativa, il pilota di Moto GP. E ora eccomi qua.

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