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E!Stateliberi! 2017: Calabria, vacanze e impegno a Isola Capo Rizzuto

E!Stateliberi! 2017: Calabria, vacanze e impegno a Isola Capo Rizzuto

Il racconto di Alessandra, la nostra redattrice che questa estate ha deciso di partecipare ad “E!State Liberi!”, un’iniziativa di Libera che hanno dopo anno raccoglie sempre più consenso.

Finalmente Agosto è arrivato. La morsa del caldo non molla, ma non mi interessa davvero, quello che voglio è preparare la valigia e volare verso Lamezia Terme. Quest’anno le mie vacanze non sono come le altre, sono la realizzazione di un antico desiderio.
Grazie al comune di Marzabotto, lo SPI-CGIL di Bologna e l’associazione Passo Passo, ma soprattutto grazie al nostro Presidente che mi ha dato la possibilità, anzi il privilegio, di partecipare al progetto.
E!Stateliberi! anche quest’anno ha permesso a gruppi di giovani provenienti da tutta Italia di vivere l’esperienza unica di toccare con mano l’impegno verso la legalità, la condivisione di un’esperienza con persone diverse tra loro e di conoscere da vicino cosa significa avere coraggio, giorno dopo giorno, a discapito di tutto il resto.

Come ogni anno Libera, l’associazione di associazioni voluta da Don Ciotti, offre a persone di tutto il paese di condividere l’esperienza entusiasmante della vita in condivisione.
Durante i viaggi i partecipanti partecipano ai lavori manuali al mattino mentre al pomeriggio si svolgono incontri con vittime di mafia, con associazioni del territorio e altre realtà operanti nelle zone limitrofe.

Nello specifico durante la nostra settimana presso la cooperativa “Terre Joniche” di Isola Capo Rizzuto svolgeremo lavori nell’uliveto al mattino e nei restanti pomeriggi avremo occasione di incontrare Nando Dalla Chiesa, il figlio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, che spero potrà dedicarmi un pò di tempo per un’intervista e l’ex sindaco di Isola, indagato ingiustamente per mafia, Carolina Girasole e l’imprenditore sotto scorta Rocco Mangiardi. Avremmo dovuto incontrare anche il padre di Domenico “Dodò” Gabriele, undicenne ucciso per errore dalla ‘Ndrangheta ma purtroppo,  per motivi personali, l’incontro è saltato.

La Calabria si presenta al meglio delle sue possibilità: sorvolando Lamezia Terme una sterminata sequenza di ulivi, campi, case apparentemente nate dalla terra ci accoglie. Hai la sensazione di poter toccare con un dito tutta questa bellezza selvaggia. L’emozione che ci coglie è difficile da spiegare a parole; i ragazzi di Passo Passo non stanno più nella pelle, nonostante la stanchezza appena atterrati a Lamezia iniziamo a fare conoscenza tra noi, senza pregiudizi, senza nessun timore. Siamo diventati tutti amici in quel momento, abbiamo iniziato a costruirci vicendevolmente come gruppo, siamo entrati non solo in contatto, ma abbiamo creato un’armonia che ci avrebbe accompagnato lungo tutto il tempo che avremmo passato assieme.

Il tramonto su Isola Capo Rizzuto. La notte non è mai troppo lunga…

Non potremmo essere più differenti tra noi: il gruppo dello SPI-CGIL, i ragazzi di Passo Passo, noi “giovani adulti” del comune di Marzabotto; eppure queste distanze sono annullate quando stiamo assieme, siamo un gruppo armonioso che si diverte, lavora e impara.
Siamo qui per questo, per conoscere una realtà lontana dalla solita di ogni giorno: la Cooperativa “Terre Joniche” che ci ospita è composta da sei soci, che a loro volta, proprio come noi, non si conoscevano tra loro prima di intraprendere il viaggio che dal 2013 li ha condotti sino a qui. I viaggi a volte si fanno da soli, altre volte con persone che conosciamo da sempre. A volte i viaggi si fanno con persone che impari a conoscere lungo il tragitto; un tragitto accidentato, ma questo non importa. I viaggi che si fanno a piedi, con la sedia a rotelle o tenendosi per mano hanno sempre la stessa lunghezza.
La Calabria è una terra di possibilità inespresse, di sogni infranti, di rabbia; ma è anche la terra che cerca il riscatto passando da se stessa, senza fuggire chissà dove. Ogni giorno ci svegliamo con la consapevolezza che sarà una nuova avventura, una nuova possibilità di conoscere.
Il primo giorno nell’uliveto è un’emozione, frammentata dalla visione, un po’ perturbante, di una distesa apparentemente infinita, di pale eoliche. Il mio primo pensiero è stato: finalmente la coscienza ecologica ha la meglio! Poi scopri che in realtà queste pale sono le lavatrici dei soldi sporchi, il modo legale con cui riciclare il denaro illegale. E’ doloroso, quasi una beffa: in mezzo a terre confiscate alle organizzazioni mafiose trovi queste brutture. Eppure sai, lo percepisci immediatamente, che il cambiamento non solo è possibile, è già in atto; perché le cooperative resistono, lavorano, producono e grazie a Libera commercializzano in tutto il paese i loro prodotti, che quando li mangi hanno un sapore diverso. Hai davvero la sensazione di mangiare qualcosa di speciale, mangi l’amore che ci mettono i produttori coraggiosi e meravigliosi di ogni realtà.
Il secondo giorno abbiamo la possibilità di parlare con Nando Dalla Chiesa e Carolina Girasole.
Ho il privilegio di parlare di noi, del nostro Comune, della nostra Storia: con voce tremante e rotta dall’emozione, ma nessuno se ne accorge e tutto fila liscio. La Resistenza, anzi, le Resistenze cambiano volto, ma non perdono d’importanza, anzi. Nando paragona giustamente il nazifascismo alle mafie: entrambe sono organizzazioni che si basano sul consenso entusiastico e sull’adesione dei cittadini, ma che alla fine non fanno altro che togliere ossigeno al tessuto sociale per uccidere tutto quanto.
Siamo noi per primi a dover costruire gli anticorpi per queste infezioni. Anche l’ex sindaco Girasole ci trasmette la forza di questa terra martoriata, nonostante le accuse lei va a testa alta, perché se siamo in questa cooperativa è soprattutto grazie a lei, che con forza ha voluto che i beni confiscati alle mafie venissero affidati in tempi relativamente brevi con un bando pubblico. Ha vissuto l’iter classico della caccia alle streghe: peccato per loro che ogni tentativo è fallito miseramente. Carolina è una donna libera.
Purtroppo Nando non ha molto tempo e le mie speranze di intervistarlo finiscono in fretta. In ogni caso fa tanti auguri alla nostra Radio Frequenza Appennino, grazie Nando!

L’incontro più forte però,  è quello con l’imprenditore sotto scorta Rocco Mangiardi. Minacciato perché si è rifiutato di pagare il pizzo.
Rocco è un uomo come tanti, piccolino e minuto, con una voce gentile e gli occhi buoni. E’ un uomo come gli altri solo in apparenza: Rocco ha dentro di sé un super eroe che combatte giorno dopo giorno come fosse l’ultimo, che non si piega e che con fierezza va avanti nonostante tutto. Non ha perso tempo a pensare se pagare o meno il pizzo, la sua famiglia si è schierata con lui, i suoi dipendenti hanno fatto altrettanto.
Rocco ci ha regalato quello che possiamo davvero definire come l’insegnamento più forte e granitico di tutta la settimana. Ci ha raccontato che i mafiosi sono dei codardi che ti sparano alle spalle, che ti fanno uccidere da altri ma soprattutto, parlando del processo e ha detto: “Il nostro dito puntato verso di loro in tribunale è più forte delle loro pistole”. I “galantuomini” non sanno resistere al nostro dito puntato su di loro, ci temono quando diventiamo liberi. La nostra libertà è la loro fine.
Conoscevo per sentito dire le esperienze di altri, primo fra tutti il nostro presidente, che l’anno scorso ha vissuto un’esperienza analoga, motivo per cui ci ha proposto quest’avventura. Adesso che l’ho vissuta ho capito, so quanto sia importante, quanto sia importante condividere le conoscenze e fare in modo che la rete cresca, che il mio entusiasmo diventi l’entusiasmo di un altro.
Se ho imparato qualcosa, in questo viaggio, è che le distanze si annullano quando l’obiettivo è comune. Ho riscoperto che gli amici li trovi nei posti più impensati, senza nemmeno doverli cercare.

I ragazzi al lavoro nei campi: dateci una zappa e solleveremo il mondo!

 

AGGIORNAMENTO:

L’incontro con Rocco ha prodotto non solo nuove consapevolezze che tutti noi vorremmo condividere, ma qualcosa di ancora più forte:

il giorno 28 ottobre alle 15,30, presso la Casa della Cultura e della Memoria di Marzabotto, Rocco Mangiardi e i coniugi Gabriele, genitori del piccolo Dodò, vittima della ‘Ndrangheta verranno a raccontarci la loro esperienza e a conoscere la nostra realtà.

La serata poi continuerà con una festa organizzata dai ragazzi di Passo Passo, dalle 18,30: buffet a offerta libera allietata dalla musica del nostro amico (e compagno di viaggio) Nico Royale ed Elisa Genghini.

https://www.facebook.com/events/129229301067486/

Vi aspettiamo numerosi!

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Alessandra Pozzi

ottobre 24th, 2017

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