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Solidarietà al Circolo Arci Guernelli

Solidarietà al Circolo Arci Guernelli

Come Associazione Radio Frequenza Appennino – aderente ad Arci – siamo stati molto scossi dai fatti avvenuti nel luglio scorso al circolo Arci Guernelli di Via Gandusio a Bologna. Pur non conoscendo direttamente il circolo ci sentiamo vicini a chi quello spazio lo fa vivere e lo anima.

Abbiamo atteso di capirne qualcosa di più ed effettivamente nel turbinio di voci qualcosa è emerso. Ora crediamo sia giunto il momento di dire ciò che pensiamo come associazione.

Vogliamo innanzitutto portare la nostra solidarietà a tutti gli attivisti del circolo che è stato sgomberato dalle forze dell’ordine senza preavviso il 14 luglio scorso, crediamo che senza  evidenti motivi atti come questi non dovrebbero mai verificarsi. Tanto più se si tratta di circoli che si impegnano nel sociale in quartieri complessi e difficili. Dunque un circolo come potrebbe essere il nostro che da un momento all’altro, dopo 72 anni di attività, si ritrova ad essere stato chiuso in modo aberrante dalle forze dell’ordine.

Crediamo sia inaccettabile che l’Arci – da sempre promotrice di spazi di democrazia, tolleranza e cittadinanza attiva – subisca un simile trattamento da chi dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini. Sappiamo bene che sono in corso incontri con le varie istituzioni competenti per riaprire il circolo e ci auguriamo che questo possa avvenire presto.
Al contempo ci piacerebbe venissero accertate altrettanto celermente le responsabilità di quello che è successo veramente al Guernelli quel 14 Luglio. Giusto 
per non archiviare l’episodio come uno dei tanti (forse troppi?) misteri della cronaca giudiziaria italiana.

Anche perché alcune notizie uscite nei giorni successivi allo sgombero sembrerebbero quasi una farsa comica – ovvero lo sgombero reso necessario per motivi di sicurezza – se non fosse che a pagare il prezzo dello spettacolo è stato il solo Guernelli.

Concludiamo ribadendo la nostra solidarietà al circolo, ai suoi attivisti e  frequentatori augurandoci che possano al più presto ritornare a vivere il Guernelli, dato che come radio sappiamo i sacrifici che si fanno per portare avanti i vari progetti e non vorremmo mai trovarci gli studi con le porte sfondate e i monitor distrutti, e sapere che a farlo è stata la polizia e come scusa ci presenta un cavo scoperto. Comprendiamo quindi lo sgomento, la frustrazione e la rabbia di chi sta vivendo sulla propria pelle questa triste vicenda.

Concludiamo con le parole del comunicato apparso sul sito Arci Bologna “Oggi un muro di cemento e metallo chiude la vista ai palazzi e al Circolo di via Gandusio ma la storia del Guernelli non è finita.”

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Donato

agosto 9th, 2017

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